Con uragano VIX, Goldman Sachs ha guadagnato 200 milioni in un giorno

24 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Febbraio 2018 è una data che rimarrà impressa nelle menti degli investitori, come un periodo di follia sui mercati. L’improvvisa fiammata dell’indice VIX, considerato barometro della paura di mercato, ha causato la chiusura di alcune strategie di investimento ribassiste sulla volatilità, tra cui il molto popolare indice XIV.

Ma come sempre accade nella finanza, se qualcuno perde i suoi soldi e vede azzerati gli investimenti c’è chi ci guadagna un mucchio di soldi. Goldman Sachs per esempio è riuscita a portare a casa 200 milioni di profitti in un solo giorno di trading. Si tratta di una cifra che di solito la divisione dei derivati gestita da David Casner impiega un anno ad accumulare.

Stando a quanto riportato dalla CNBC, la banca si era posizionata in modo da trarre beneficio nel caso di risalita repentina del VIX, che per tutto il 2017 era rimasto incollato su valori insolitamente bassi. Quando il 5 febbraio l’indice della paura ha iniziato a crescere, facendo un balzo del 115% sopra quota 50, ai livelli più alti di agosto 2015, la strategia di Goldman Sachs ha dato i suoi frutti.

Il VIX è poi sceso intorno ai 30 punti, ma il danno per chi aveva scommesso al ribasso sull’indice era già fatto. Per avere un’idea più chiara di quanto l’indice si sia rafforzato, basti pensare che la settimana prima la volatilità scambiava in area 14 punti.

A far schizzare in alto la volatilità dopo anni di valori bloccati sui minimi storici sono stati i timori che la Federal Reserve avesse commesso un errore strategico e dalle prospettive di un surriscaldamento dell’inflazione, alimentata a loro volta dalle aspettative di un rialzo dei salari, evidenziata dal report occupazionale governativo statunitense.

In un giorno guadagni che normalmente si vedono in un anno

L’uragano della volatilità ha gettato gli investitori nel panico, provocando un flash crash dei listini azionari in tutto il mondo. In termini di punti, il Dow Jones ha subito la perdita giornaliera più pesante della sua storia lunga 122 anni, mentre l’S&P 500 ha ceduto il 4,1% e la Borsa di Londra ha accusato un ribasso del 3,5%.

Era dal 2008 che il Dow Jones non viveva giornate così tese. Il paniere delle blue chip ha perso più di 3.200 punti (pari a una percentuale del -12%) in appena due settimane. Successivamente le Borse si sono riprese, riuscendo a un certo punto anche a recuperare circa tre quarti delle perdite subite in febbraio.

Anche alla fine del mese non sono mancate le turbolenze. Il Dow Jones ha lasciato sul campo 680 punti nelle ultime due sedute di febbraio, scendendo a 1.600 punti di distanza dai massimi toccati a fine gennaio. La follia dei mercati ha fatto ancora più impressione perché è arrivata in un contesto di economia in miglioramento e dopo un periodo di estrema calma e assuefazione dei mercati finanziari.

I profitti incamerati grazie a un simile evento raro, hanno consentito a Goldman Sachs di registrare un incremento del 38% dei ricavi da attività di trading in Borsa nel primo trimestre. Le entrate complessive relative sono state pari a $2,3 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell’anno.