Con queste politiche industriali l’Italia creerebbe 4 milioni di posti

25 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – In Italia siamo indietrissimo rispetto a Francia e Germania nelle energie a basso impatto ambientale e il Governo non riuscirà mai a creare occupazione per decreto incrociando i dossier industriali alle tecnologie emergenti”. Non ha ancora capito come valutare in termini moderni le modalità per fare convergere politiche industriali e nuove frontiere dell’hi-tech.

Ne è convinto Pier Luigi Caffese Presidente Associazione Economisti e Managers Indipendenti Energia-Sez Italia, secondo cui in Italia ci sono in ballo 4 milioni di posti lavoro (700 mila nell’ energia, 1,5 milione nel digitale, 1 milione nella decarbonizzazione; 500 mila nell’ agribusiness  e 300 mila nella filiera mare). Basterebbe ricalcare gli esempi che offrono Germania e Francia, puntando sull’energia del futuro, che proviene dal mare.

“Non è che lo Stato non spenda per queste filiere industriali, ma spende male senza occuparsi dei posti. Digitale è rivoluzione dentro l’azienda o l’Ente Statale e lo Stato dovrebbe concepire l’inps digitale non solo per dare pensioni,ma dare servizi di base a tutti”.

“L’agricoltura da noi – prosegue il consulente energetico – si concepisce bio, elitaria in parte, assistita mentre invece dobbiamo rivedere le applicazioni connesse come imballaggio e riduzione sprechi che si attuano con tecnologie sconosciute da noi tipo il plasma”.

In California una pompa benzina deve avere idrogeno e biofuel con ricarica elettrica, i valorizzatori in California sono vietati per diossina e si applica il plasma con 500 applicazioni diverse. Noi ci facciamo multare per discariche che possiamo eliminare,ma ci vuole il plasma waste, senza è impossibile.

In Francia si è intervenuti su filiere ‘agribusiness’ e prodotti del genere. Chi legge il francese potrà vedere che si lavora su sprechi ed imballaggi e chi propone il plasma come me, propone anche applicazioni di tessuti plasma per imballaggi molto sicure. Sono 500.000 posti di lavoro possibili.

Il secondo passo dopo aver capito ciò, dice Caffese, è spieghare al Governo-Mise come avviene il passaggio da energia elettrica in eccesso a biometano e successivamente a biofuels. “L’Eni si giustifica con governo ed italiani dicendo che vuole una Italia a gas, ma su gas importato o trivellato, perchè la chimica Eni non è adatta al biometano. Cioè se un chimico non sa usare una tecnologia, invece di ostacolarla con aiuti governativi dovrebbe affidarsi a veri esperti e non trincerarsi sul gas fossile”.

“Exxon sa fare benissimo il power to gas e per risorse sue lo fa dalle miniere carbone. La Total e la EDF non sanno fare il power to gas ma si affidano ai tedeschi della Sunfire. L’Eni, secondo Caffese, “dice non lo sa fare, non va a comprare tecnologie e vuole che lo Stato lo tuteli facendo importare o trivellare del caro gas che per il costo 5 volte l’acqua,non puo’ stare sul mercato,se con agevolazioni capacity gas payment,ship or pay o cip 6 tipo raffineria falconara dismessa per 450 milioni pagati da noi”.

La Francia intanto “vuole entrare con nucleare e step relativi all’acqua, i tedeschi con vento e solare, io in Italia lo farei con acqua e mare bilanciate a solare, vento, biomasse marine, enzimi, cianobatteri. La mia soluzione acqua-mare sarebbe la più conveniente al mondo: 20 euro a MWh e 45 euro il MWh per il biometano. Sfido i fossili a progettare a questi costi così bassi?”

“Oggi il Ceo Eni Descalzi vuole che il Governo Italiano sprechi 18 miliardi per perforazioni gas in Italia che sono antieconomiche perchè ha 100 miliardi di ricavi in 20 anni, spendendo 18 miliardi che poi ci ritroviamo in bolletta come ammortamento ventennale, mentre io propongo gas fatto in casa da rinnovabili che chiamo biometano e che può andare in rete gas senza problemi (come avviene in Germania).

Propongo al Governo un investimento di 45 miliardi in 10 anni per 2500 miliardi di ricavi e 700.000 jobs. Dato che Eni, Assoelettrica, Enel mi accusano sui loro blog di non saper produrre biometano, invio al Governo i Reports di chi ne sa più di me, ma non ammetto che l’Italia si giochi il suo futuro perchè ci sono interessi lobbistici sul gas importato, trivellato e liquido che tutto il mondo oggi acquista in misura inferiore per i costi gas superiori di 5 volte del gas importato o perforato rispetto ad acqua-mare.

La Germania va bene perchè ha solo il 10% di gas fossile, come i francesi ed il pericolo è che tutti vogliano venire a vendere nel ventre molle del gas in Italia. EON Italia venduta ad un ceco è l’inizio. Ci vendiamo le raffinerie fossili, non prepariamo il passaggio “power to gas” e poi siamo solo ricattabili su forniture gas-oil ed io levo con il biometano l’arma del ricatto e del monopolio gas.

Infine, secondo l’esperto basta guardare al caso GDF Suez. L’esempio della società francese serve a spiegare bene come l’energia del futuro provenga dal mare.

“I trattati tutelano su carta il Mediterraneo per non effettuare perforazioni selvagge con ricavi poco remunerativi.La Francia le vieta come la Banca Mondiale e la Commissione Europea.L’Italia ha bisogno del mare come energia o meglio “impronta” di energia,senza distruggere il mare,la pesca,il turismo,i trasporti,i porti.Con il Governo Monti abbiamo dato un colpo mortale ai porti e nautica,non sappiamo fare aggregazioni utilities,i bioporti e dove eravamo primi nella Fiera Nautica di Genova, ci siamo fatti rimontare da tutti,tanto che Genova Fiere e Nautica hanno un declino irreversibile: da evento mondiale a evento di paese per colpa di politici o manager impreparati.Genova non ha creduto in una Fiera mondiale SEA FAIRS su l’energia del mare,il mare e le sue 100 filiere che mostravano Genova al mondo 12 mesi annui”.

“In Francia EDF e GDF Suez hanno programmi di energia dal mare mostruosi. Noi in Italia siamo alla festa di paese, di via, di spiaggia. L’ultimo convegno ENEA mare è stato un flop vergognoso ed è poco utile che GSE studi stoccaggi con care batterie,invece che stoccaggi mare. La differenza è di 10 volte: 20 euro MWh per l’acqua, 200 euro a MWh per batterie. Io progetto senza terre o minerali rari, metto i chinoni nelle batterie o enzimi al posto dei catalizzatori cari al rutenio, gli altri progettano con ritardi di 10 anni.

(MT-DaC)