Cina: banca centrale taglia ancora i tassi, preoccupa economia debole

22 Agosto 2022, di Mariangela Tessa

La Cina allarga le maglie del credito. La banca centrale cinese ha abbassato due dei suoi tassi di interesse di riferimento, a sostegno dell’economia indebolita dalla crisi immobiliare e dalla rigida politica anti Covid, una settimana dopo aver tagliato diversi tassi chiave.
Il tasso primario di prestito a un anno (LPR), che costituisce il benchmark per i tassi più vantaggiosi che le banche possono offrire alle imprese e alle famiglie, è stato ridotto dal 3,70% al 3,65% e quello del benchmark dei mutui a cinque anni è stato ridotto da 4,45% al 4,3%, ha comunicato la banca.

Entrambi i tassi sono ora ai minimi storici. L‘LPR a un anno era stato abbassato l’ultima volta a gennaio, l’LPR a cinque anni a maggio. La misura dovrebbe incoraggiare le banche a concedere più prestiti a tassi più  vantaggiosi: una mossa che dovrebbe a sua volta sostenere l’attività.

Tassi: Cina controcorrente, preoccupano consumi e settore immobiliare

La mossa arriva un settimana esatta dopo aver aver tagliato due tassi di interesse chiave. La scorsa settimana, la banca centrale cinese ha abbassato di 10 punti base il tasso dei prestiti a medio termine (MLF) a un anno ad alcune istituzioni finanziarie. Ha anche ridotto di 10 punti base il tasso di pronti contro termine inverso a sette giorni, portandolo al 2%.

Un’azione importante da parte dell’istituto, in controtendenza con quanto sta accadendo a livello mondiale (dove i tassi di interesse vengono invece alzati) per sostenere i consumi interni, in contrazione a causa delle restrizioni per il Covid e la lunga onda della crisi immobiliare.

Dati macro segnalano rallentamento crescita

Pechino ha pubblicato di recente una serie di dati economici, che hanno mostrato un rallentamento della crescita negli ultimi mesi dell’anno. Per restare al mese di luglio: la produzione industriale è salita solo del 3,8% annuo – inferiore al +4,6% atteso dagli analisti – anche le vendite al dettaglio, aumentate del 2,7%, sono in forte frenata sul +3,1% di giugno e sul +5% stimato alla vigilia.
La disoccupazione nelle aree urbane – secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica – è scesa al 5,4% dal 5,5% di giugno, mentre la quota dei senza lavoro tra i 16 e i 24 anni è salita al 19,9%, dal 19,3% di giugno e dal 18,4% di maggio.