Caso Tercas, una vittoria di Pirro per i risparmiatori italiani

21 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Con il caso Tercas questa settimana, i giudici dell’UE hanno dato all’Italia un raro momento di gioia. Così scrive Bloomberg riferendosi alla recente decisione del tribunale europeo che ha accolto con favore il ricorso dell’Italia sul salvataggio di Banca Tercas da parte del Fidt, il fondo interbancario di tutela dei depositi. Il Ftd è lo strumento che garantisce ogni depositante fino ad un massimo di 100mila euro, in caso di liquidazione coatta amministrativa o di procedura di risoluzione di una banca.

La banca popolare di Bari manifestò il suo interesse a sottoscrivere un aumento di capitale di Banca Tercas e indicò come condizione vincolante la copertura da parte del Fitd del deficit della Tercas. Il fondo acconsentì a coprire il deficit patrimoniale di Tercas ma successivamente la Commissione Ue rivelò i suoi dubbi sulla compatibilità dell’intervento con le norme dell’unione in materia di aiuti di stato. La Commissione sentenziò che si trattava di aiuto di Stato ma ora il tribunale Ue ribalta quella decisione.

Il caso, scrive Bloomberg, ha implicazioni che vanno ben oltre la piccola banca abruzzese una delle regioni più piccole d’Italia. Dal caso Tercas si è levato un coro di polemiche visto che la decisione della Commissione ha fermato l’intervento del Fitd per le quattro banche (Cariferrara, Chieti, Banca Marche ed Etruria), su cui poi si era imposto il bail-in. Come tale la Commissione Ue deve rimborsare i risparmiatori si sono affrettati a dire politica e istituzioni. Antonio Patuelli, il capo dell’ABI, l’associazione bancaria italiana, ha dichiarato che il commissario europeo alla concorrenza Margrethe Vestager dovrebbe dimettersi. Enzo Moavero Milanesi, il ministro degli Esteri del Paese, non escluderebbe la richiesta di risarcimento da parte dell’UE.

La Commissione può ora presentare ricorso alla Corte di giustizia europea, la più alta autorità giuridica dell’UE. Ma anche se nuovamente si darà ragione all’Italia, per i contribuenti italiani sarà una vittoria di Pirro scrive Bloomberg.

Un uso creativo del sistema di garanzia dei depositi non risolve magicamente i problemi di una banca salvata. Semplicemente costringe gli istituti più sani (che contribuiscono al fondo) a condividere il peso. Un tale salvataggio esaurisce lo schema, che non può assolvere alla sua missione principale: garantire depositi fino a 100.000 euro. Ciò rende più probabile che i contribuenti dovranno intervenire.