Carige, ex piccola azionista vince la causa contro la Bce

13 Ottobre 2022, di Mariangela Tessa

Colpo di scena nella lunga e intricata vicenda di Carige. Francesca Corneli, ex piccola azionista della banca genovese, ha vinto in giudizio contro la Banca Centrale Europea. Il Tribunale Ue del Lussemburgo ha deciso di annullare la decisione della Bce che nel 2019 ha stabilito il commissariamento di Carige perché fu applicata erroneamente una direttiva comunitaria e non la normativa nazionale che non obbligava all’amministrazione straordinaria. Al momento del ricorso Corneli aveva 200 mila azioni Carige, pari in quel momento allo 0,000361% del capitale sociale della banca ligure.

Il ruolo di Bce nella vicenda Carige era finito nel mirino anche della famiglia Malacalza, ex azionisti di maggioranza relativa della banca. Nel 2021 gli imprenditori piacentini avevano chiesto alla Corte di Giustizia Ue di condannare Bce a risarcirli per un danno stimato complessivamente di oltre  875 milioni di euro per le “omissioni di interventi doverosi” e le “positive condotte pregiudizievoli” attinenti all’esercizio delle sue funzioni di vigilanza su Carige.

Cosa succede ora

La sentenza riscrive sotto luce nuova la storia recente della banca, ma ormai è senza effetti pratici. Salvo per le richieste danni. La sentenza segna dunque la vittoria degli ex azionisti piccoli e grandi della banca, che si piazzano ora “ai blocchi” per potenziali risarcimenti milionari.

Si dice soddisfatta Corneli “per tutti gli azionisti più piccoli e più grandi che per anni hanno sostenuto molti aumenti di capitale e sono poi stati obbligati a essere ex azionisti. Stiamo pensando di organizzarci per aprire una causa di rivalsa contro Bce sulla base anche degli ultimi sviluppi”, ha detto Franco Corti dell’associazione Voce degli azionisti.

La storia di Carige

Il commissariamento Carige arrivò dopo la bocciatura dell’aumento di capitale da 400 milioni proposto all’assemblea del 22 dicembre 2018 per il mancato voto dei soci di maggioranza, la famiglia Malacalza, in quel momento al 27,7% del capitale.

Seguirono le dimissioni del presidente Pietro Modiano e dell’amministratore delegato Fabio Innocenzi, chiamati poi da Bce nel commissariamento (con Raffaele Lener). Il riassetto-salvataggio delle banche italiane riunite nel Fitd fu poi realizzato per 700 milioni (più 200 milioni di subordinati) nel 2019.

Nel frattempo, Carige è tornata all’amministrazione ordinaria (febbraio 2020), è rientrata in Borsa (luglio 2021), per uscirne di nuovo al recente completamento dell’Opa di Bper (20 settembre), in cui sarà incorporata tra meno di un mese.