Carige, azionisti approvano l’aumento di capitale da 700 milioni

20 Settembre 2019, di Alberto Battaglia

L’assemblea degli azionisti di Carige ha approvato questo pomeriggio la proposta di aumento di capitale per 700 milioni di euro, legata al piano di riassetto con il Fondo interbancario e lo Schema volontario, assieme alla trentina Cassa centrale banca (la holding che raggruppa le Bcc del Trentino). Il piano prevede, inoltre, emissioni di bond subordinati per 200 milioni di euro. La notizia è arrivata poco dopo le 16. Hanno votato 20.489 azionisti in proprio e per delega, rappresentativi del 47,66% del capitale. Favorevole all’aumento è stato il 91% dei presenti, pari al 43,3% del capitale.

La Malacalza Investimenti, socio principale di Carige col 27,55% delle azioni, non si è registrata all’assemblea. Tuttavia, il patron Vittorio Malacalza si è presentato questa mattina al Tower Hotel di Sestri Ponente “in qualità di piccolo azionista” per poi lasciare la sala intorno alle 14. L’assenza di Malacalza Investimenti è stata determinante per la riuscita del un piano di salvataggio. Presenti fisicamente in assemblea circa 1.400 persone fra soci e addetti ai lavori.

La ricapitalizzazione scatterà all’inizio del 2020, con il risultato di ridurre la quota di Malacalza Investimenti dal 27,6% al 2% delle azioni, o al 5% in caso di partecipazione all’aumento con 23 milioni. Il Fondo interbancario e lo Schema Volontario invece controlleranno l’80,7% di Carige. La quota del partner industriale Ccb, con 63 milioni avrebbe l’8,1% ma con la prospettiva di comprare la quota di Fondo e Schema.

“Cassa centrale banca ha una perfetta complementarietà geografica con Carige” grazie a “sinergie di ricavi, con servizi alla clientela e grande vocazione al territorio”, ha dichiarato il commissario Fabio Innocenzi. “Nessuna banca italiana ha offerto alcunché per Carige”, ha aggiunto in sala il commissario replicando alle rimostranze di alcuni soci sul piano Fitd-Ccb. Anche nelle negoziazioni avviate “il valore di questa banca è stato ritenuto da tutti gli azionisti negativo. Tutti entravano a patto che il Fondo interbancario mettesse capitale” e “il Fondo interbancario ha deciso tecnicamente un intervento di salvataggio”.