Brexit: i numeri prima del via

19 Settembre 2018, di Francesco Melillo

Brexit: che cosa ci aspetta?

Nessun accordo in vista.

Vantaggi: se gli accordi non metteranno eccessivi vincoli alle imprese, il Regno Unito sarebbe un’ottima base logistica per esportare ed internazionalizzare, visto che l’Unione Europea impone una rigida burocrazia. Dipenderà anche se la globalizzazione continuerà ad andare avanti.

Quindi gli accordi con la UE sono una piccola parte della trattativa sulla Brexit, in gioco ci sono accordi con Cina, Usa, Giappone, mercati ben più ricchi dell’Unione Europea.

Svantaggi:

  • le vendite diventano esportazioni e importazioni, quindi a rischio dazi e dogana.
  • le imprese che hanno delocalizzato sono soggette ad una disciplina fiscale più complessa e costosa.
  • le PMI perdono i finanziamenti UE ma che la Gran Bretagna non versando quella quota alla UE potrebbe autogestire. Ma i costi per chi intrattiene rapporti con la UE crescono.

Che cosa mostrano le statistiche?

Il FTSE 100 dal referendum ad oggi in sterline è cresciuto di circa il 10%.

La sterlina britannica aveva iniziato ad indebolirsi verso le principali valute già qualche mese prima della Brexit e ha proseguito il trend, seppur con un’entità meno marcata.

L’inflazione è cresciuta anche per la sterlina, ma soprattutto per le politiche monetarie della Bank of England.

Negli USA l’indice S&P 500 è salito di oltre il 30%. Il FTSE MIB è salito di oltre il 20%. Il DAX è salito quasi del 20%, l’EUROSTOXX è salito di oltre il 10%.

Statistiche dall’Istituto di statistica inglese:

Ulteriori approfondimenti dell’autore sul tema sono disponibili sul blog personale al link: BuyMarket – Finanza.


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