Brexit: i militari allentano la crisi dei distributori di benzina in Uk

5 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

In Gran Bretagna si sta gradualmente risollevando la penuria di carburante presso i distributori di benzina, che hanno lasciato a secco migliaia di automobilisti nei giorni scorsi.

Secondo l’ultimo sondaggio giornaliero della Petrol Retailers Association il 64% delle stazioni di rifornimento nella regione più colpita dalla crisi hanno ora benzina e gasolio a disposizione, in aumento di due 2 punti percentuali rispetto a lunedì 4 ottobre. Ad essere completamente a secco rimane il 15% dei distributori, contro il 20% del giorno precedente, mentre un altro 21% ha a disposizione o solo la benzina o solo il gasolio.
La situazione è migliorata anche grazie alle consegne condotte da autisti militari, che utilizzano autocisterne commerciali. Alla crisi ha contribuito la mancanza di autotrasportatori autorizzati ad operare nel Regno Unito, il cui numero si è ridotto in seguito alla Brexit.

“Le cifre di oggi mostrano che la situazione sta migliorando ulteriormente intorno a Londra e nel sud-est del Paese”, ha detto il direttore esecutivo dell’Associazione, Gordon Balmer, divenuto una presenza fissa nei notiziari britannici. La crisi nella zona del londinese rimane significativa, anche se ci sono carenze di carburante anche in altre parti del Regno Unito.

“Mentre c’è stata una significativa riduzione dei distributori a secco, queste aree [Londra e sud-est] sono ancora in ritardo nell’avere entrambi i tipi di carburante disponibili rispetto al resto del Regno Unito”, ha detto Balmer, “le forniture di carburante stanno aumentando nel resto del paese dal momento che l’86% dei siti riferisce di avere entrambi i tipi di carburante grazie alle consegne costanti e alla stabilizzazione della domanda, il 3% ha a disposizione solo un tipo di carburante e l’11% è completamente a secco”.

Nonostante i progressi dovuti al coinvolgimento degli autisti militari, ha concluso Balmer, “devono essere intraprese ulteriori azioni per affrontare le esigenze delle aree sproporzionatamente colpite”.