Borse nervose più per Fed e inversione curva che per la Bce

26 Aprile 2018, di Daniele Chicca

L’ultima ricerca degli analisti di Deutsche Bank dice che la curva dei rendimenti obbligazionari Usa si invertirà nel 2019. Sarebbe l’effetto dei quattro rialzi dei tassi che la Fed si appresta ad apportare quest’anno. Se tante saranno le strette monetarie, tuttavia, la curva – che si sta progressivamente appiattendo nel 2018 – potrebbe invertirsi anche prima di quella data. Stando alle previsioni di CME Fedwatch, alla luce degli ultimi dati macro i sono quasi una possibilità su due (49%) che la banca centrale americana alzerà il costo del denaro almeno quattro volte.

Quanto alla Bce, nel meeting odierno difficilmente ci sono da aspettarsi fuochi d’artificio. La conferenza stampa di Mario Draghi sarà incentrata sul tentativo di sminuire gli ultimi dati deludenti sulla ripresa economica dell’area euro, in particolare quella dei paesi dell’area periferica. Draghi farà quasi certamente presente che in linea generale i rischi per la crescita sono per lo più “bilanciati”. L’impressione che si sono fatti gli analisti e i commentatori di mercato è che nelle riunioni di giugno e luglio il momento sarà più propizio per un eventuale cambio di strategia. Un riferimento verrà fatto anche ai tassi di cambio e all’euro, che dopo un rafforzamento nei confronti di franco svizzero e dollaro Usa, nelle ultime sedute sta cedendo il passo sul biglietto verde, il quale viene favorito dall’incremento dei tassi di interesse Usa su tutta la curva delle scadenze. I Bond decennali hanno oltrepassato la soglia spartiacque del 3% mentre il titolo a due anni rende ormai quasi il 2,5%, complicando non poco le cose per l’azionario.

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Daniele Chicca 26 Aprile 201810:15

L’azionario asiatico sta cogliendo l’assist di Wall Street – positiva grazie ai conti positivi di alcuni gruppi grossi come Boeing – e si muove in rialzo. Se il Giappone è favorito dalla debolezza dello yen, la Cina rappresenta invece un’eccezione. In Europa le Borse sono invece contrastate ma in generale sembra che i trader stiano mettendo per il momento da parte i timori legati al balzo dei rendimenti obbligazionari americani e preferiscano concentrarsi su trimestrali societarie e novità in ambito di politica monetaria.

Daniele Chicca 26 Aprile 201813:51

Come da attese, la Bce ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro ai minimi storici dello zero percento. Intatto anche il tasso marginale (0,25%) e quello sui depositi (-0,4%). Anche il comunicato stampa successivo alla decisione sui tassi è molto simile a quello della riunione di politica monetaria del mese precedente. La Bce comprerà bond fino alla fine di settembre e volendo anche oltre quella data. Alle 14.30 prende la parola il governatore Mario Draghi che risponderà come al solito anche alle domande dei giornalisti.

Daniele Chicca 26 Aprile 201814:40

Dopo che Draghi ha preso la parola durante la conferenza stampa del meeting della Bce, l’azionario europeo guadagna più di mezzo punto percentuale (EuroStoxx 600 +0,58%). L’euro è debole mentre i rendimenti obbligazionari Usa decennali valgono il 2,99%. L’inflazione è salita all’1,3% nel primo trimestre, ha sottolineato Draghi, mentre il Pil, pur rallentando il passo, mostra comunque che la crescita è ancora “robusta e generalizzata”.

Daniele Chicca 26 Aprile 201817:37

La reazione dei mercati è stata in linea con i contenuti della riunione della Bce, ossia priva di spunti. Gli strategist di MPS Capital Securities non individuano nessun movimento rilevante sul versante dei tassi e nemmeno sul fronte del mercato valutario. Dopo una iniziale impennata in scia alla conferma da parte di Draghi di una crescita solida, il cross euro dollaro ora punta verso il livello di 1,21. Prima del recente rafforzamento del dollaro viaggiava intorno all’area di 1,22 dollari. L’azionario intanto scambia in progresso di mezzo punto percentuale circa in Europa.