Borse giù del 25% dai livelli attuali. La previsione shock di Deutsche Bank

29 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

Allacciate le cinture di sicurezza. Le maggiori Borse mondiali potrebbero subire una brusca frenata entro la metà del 2023, complice anche la recessione imminente degli Stati Uniti. Ne sono convinti gli analisti di Deutsche Bank, che in una nota spiegano:  “i principali mercati azionari rischiano di perdere il 25% rispetto a livelli odierni nel momento in cui gli Stati Uniti finiranno in recessione”.

Si tratterà tuttavia, qui la buona notizia, solo di un caduta momentanea. Gli economisti della banca tedesca si aspettano un successivo azzeramento delle perdite, entro la fine del 2023, “a condizione però che la recessione duri solo pochi trimestri” ha sottolineato David Folkerts-Landau, capo economista di Deutsche Bank.

Nel dettaglio del mercato azionario americano, gli analisti della banca tedesca vedono l’S&P 500 salire a 4.500 nella prima metà del prossimo anno, per poi perdere oltre il 25% nel terzo trimestre, prima di risalire a 4.500 entro la fine del 2023. Deutsche Bank vede anche gli utili per azione tra le società S&P 500 flettere a $ 195 nel 2023 da $ 222 nel 2022.

Fed e Bce proseguiranno con la stretta dei tassi, dice Deutsche Bank

Nel tentativo di combattere l’inflazione dilagante, la Fed continuerà ad alzare i tassi e alla fine manderà l’economia in piena recessione il prossimo anno. Folkerts-Landau scrive:

“La Fed e la BCE saranno impegnate a riportare l’inflazione ai livelli desiderati entro i prossimi anni. Sebbene i costi saranno inferiori rispetto al passato, il rialzo dei tassi sarà impossibile senza effetti negativi sulla crescita economica e aumenti significativi della disoccupazione

A proposito dell’economia Usa, Folkerts-Landau ha concluso:

“Le nostre previsioni economiche interne prevedono una lieve recessione in termini di Pil, ma focalizzata su beni e prodotti legati al settore dell’edilizia verso il quale l’S&P 500 è esposto in modo sproporzionato e dove si è concentrato il boom della pandemia”.

E che l’economia americana sia diretta verso la recessione, è ormai uno scenario condiviso da molto economisti. Inclusi quelli di Franklin Templeton che, nella conferenza stampa organizzata la scorsa settimana alla Triennale di Milano in occasione del 75° anniversario dalla fondazione della società, hanno spiegato che “La probabilità di recessione in Usa è del 70%, mentre abbiamo un 30% di probabilità di soft landing, con un Pil di poco positivo e un’inflazione al 4%”