Borse europee, gestore: “è ora di aumentare l’esposizione”

23 Marzo 2018, di Daniele Chicca

Le Borse europee – scese oggi ai minimi in più di un anno – non saranno certo l’investimento più “sexy” che c’è in circolazione, ma è ora di aumentare l’esposizione in titoli azionari del Vecchio Continente. Quello che conta, infatti, è che anche i mercati siano consapevoli di quanto sia “calunniato”: i trader sanno bene che “la performance dell’azionario europeo rispetto alla concorrenza è stata decisamente debole” nell’ultimo periodo.

A dirlo è il market strategist di East West Investment Management, Kevin Muir, secondo cui le Borse europee rappresentato in questo contesto il perfetto investimento contrarian potenzialmente redditizio. Le piazze finanziarie d’Europa sono infatti anche quelle con i maggiori margini di rialzo sul mercato. Non tanto per i miglioramenti dell’economia generale, che non va più a gonfie vele dopo il periodo di crescita globale coordinata visto nel secondo e terzo trimestre del 2017, quanto per lo stato di salute delle società quotate.

A giudicare dagli ultimi numeri, osserva l’investitore sul blog The Macro Tourist, si può affermare che in Eurozona la ripresa fatica ad accelerare e questo dovrebbe spingere la Bce a continuare con le sue manovre di stimolo monetario, indebolendo l’euro e favorendo le Borse. Nel frattempo i fondamentali aziendali stanno però migliorando costantemente.

Lo dimostra l’andamento dei margini di profitto, che è più positivo rispetto agli Stati Uniti ormai dal 2014 a oggi. E mentre l’EBITDA è in costante aumento, la Bce continua ad aiutare i listini con i suoi piani di stimolo monetario. E secondo Muir Mario Draghi non solleverà il piede dall’acceleratore tanto presto. Soprattutto per via delle sopracitate difficoltà economiche.

Il margine EBITDA delle aziende è in crescita costante in Europa dal 2014, più degli Usa

Anche se la Bce dovesse abbandonare il programma di quantitative easing a fine anno, come il mercato si aspetta, il processo di normalizzazione delle politiche economiche sarà parziale e graduale. Secondo l’investitore e commentatore di mercato lo scenario più probabile è che l’istituto centrale di Francoforte interrompa gli acquisti di bond governativi, ma continui a comprare titoli obbligazionari societari.

Infine, sempre secondo il parere del trader, il deterioramento delle condizioni economiche dell’area euro ha ridotto la possibilità di un tapering prematuro e potenzialmente scombussolante per i mercati. Per riassumere, l’EBITDA cresce, il quantitative easing potrebbe protrarsi anche nel 2019 e quando sul Forex l’euro si indebolirà lasciando spazio alla corsa inevitabile del dollaro Usa (visto il ciclo di strette monetarie previsto dalla Federal Reserve), le Borse europee riprenderanno la corsa.

“Non dare ascoltato ai soliti pessimisti. La situazione in Europa non è così negativa come vogliono far credere. Cosa preferireste detenere in portafoglio? I titoli azionari di un’economia giunta alla fase terminale del ciclo con una banca centrale che si appresta a varare un ciclo di strette monetarie o un mercato snobbato, nonostante i fondamentali aziendali in miglioramento, con una banca centrale ancora attivamente impegnata a espandere il proprio bilancio? A voi la scelta”.

Non si può negate che la corsa dell'euro ha contribuito alla sotto performance delle Borse europee rispetto alla concorrenza