Borsa Usa, trimestrali: verso un capovolgimento delle previsioni

23 Aprile 2019, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Keith Wade, Chief Economist & Strategist, Schroders

Grazie ai progressi nelle negoziazioni tra Stati Uniti e Cina i timori legati alla guerra commerciale sono diminuiti anche se gli investitori hanno iniziato a preoccuparsi per la crescita economica e per i rischi politici. A preoccupare particolarmente gli investitori azionari è il potenziale impatto di una minore crescita sui profitti delle società.

Nel 2018 i mercati sono stati guidati da utili societari più solidi, tuttavia i prezzi delle azioni sono diminuiti, dato che i rialzi dei tassi hanno spinto gli investitori a riesaminare le valutazioni. Sembra che quest’anno ci troveremo nella situazione opposta, dato che prevediamo che gli utili rallenteranno via via che le banche centrali faranno passi indietro.

Minore inflazione e salari in aumento premono sui profitti

Uno dei principali cambiamenti nelle nostre recenti previsioni di crescita più debole riguarda l’outlook dell’inflazione, che sembra destinata a risultare più debole di quanto atteso in precedenza e ciò ha incentivato una politica monetaria più accomodante da parte delle banche centrali.

Anche se può sembrare una notizia positiva per i mercati azionari (tassi di interesse inferiori rendono i risparmi liquidi relativamente meno attraenti), una minore inflazione può aumentare la pressione sui margini di profitto. Le società stanno inoltre affrontando anche salari in aumento. In una situazione di maggiore inflazione, il maggiore costo della manodopera può essere gestito più facilmente attraverso l’innalzamento dei prezzi finali. Al contrario, quando l’inflazione è limitata e i produttori non riescono a gestire al meglio i costi addizionali, il peso ricade sui margini di profitto.

Una delle principali caratteristiche della recente espansione economica è stato l’alto livello dei margini di profitto di cui hanno goduto le imprese. Per il mercato Usa, ciò è stato dimostrato dall’elevata percentuale di profitto rispetto al Pil.

L’altra faccia della medaglia è stata rappresentata da una crescita debole dei salari. In molti Paesi ciò si è tradotto in insoddisfazione nei confronti dello status quo dell’economia, che ha alimentato la retorica dei movimenti populisti. Guardando al futuro, riteniamo che questa situazione potrebbe cambiare.

Verso una caduta dei profitti trimestrali Usa nel 2020

Adottiamo un approccio top-down per prevedere la percentuale rappresentata dai profitti sul Pil, attraverso la valutazione dei margini di profitto e dell’utilizzo della capacità. Quest’ultima indica la percentuale di utilizzo che le imprese fanno della propria capacità di produrre beni o servizi. La nostra previsione in tal senso si basa sulla crescita del Pil, mentre le previsioni per i margini di profitto vengono anch’esse influenzate dalla crescita dei costi di manodopera, dei prezzi e della produttività.

Non ci aspettiamo una recessione negli Stati Uniti (intesa come due trimestri consecutivi di crescita economica negativa), ma il nostro modello di previsione indica di prestare particolare attenzione agli utili Usa. Ci aspettiamo che i profitti raggiungeranno il picco nel terzo trimestre del 2019 e che poi scenderanno in linea con un’economia statunitense più debole. In generale, prevediamo che i profitti Usa (escluso il settore finanziario) aumenteranno del 6% nel 2019, ma poi perderanno il 4% nel 2020.

La ragione è che una crescita economica inferiore al trend significa minore utilizzo di capacità, e ciò scatena pressioni al ribasso sui profitti. Inoltre, i margini di profitto si ridurranno all’aumentare dei costi di manodopera, mentre l’inflazione e la produttività scenderanno in un contesto di crescita più debole.

Previsioni alternative mostrano profitti ancora più bassi

Mentre lo scenario descritto finora rappresenta il nostro caso base, abbiamo previsto anche scenari alternativi. Prevedibilmente, la percentuale dei profitti sul Pil vedrebbe un declino ancora più brusco se nel 2020 dovessimo assistere a una recessione negli Stati Uniti. In questo caso, i profitti potrebbero vedere un calo del 13,5% (linea verde nel Grafico 1). In uno scenario di recessione globale ad esclusione degli Stati Uniti, il calo dei profitti sarebbe del 7,4% nel 2020 (linea blu).

Soltanto due scenari mostrano una crescita dei profitti. O la Cina cercherà di evitare un rallentamento economico più ampio introducendo stimoli per la crescita e l’inflazione con spese fiscali extra, oppure la crescita Usa sorprenderà ancora grazie a una solidità maggiore sul lato dell’offerta (linee viola e rossa).

Fonte dati: Thomson Datastream

Queste considerazioni derivano da una previsione top-down dei fattori economici. I profitti effettivi, o gli utili per azione, per l’S&P500 saranno più volatili. Ciò a causa degli effetti dei prestiti e dei write-off delle aziende. Tuttavia, ci aspettiamo che la direzione dei profitti sarà simile e siamo quindi in grado di fare una stima del rapporto utile per azione del mercato.

Stimiamo che gli utili operativi dell’S&P500 aumenteranno del 6,8% nel 2019, mentre i reported EPS cresceranno del 7,8%. Il declino dei profitti nel 2020 capovolgerà questi guadagni. Gli utili operativi scenderanno quindi del 3,4% e i reported EPS del 6,9%.

Gli utili operativi sono i profitti ottenuti sottraendo dalle entrate le spese che sono direttamente collegate all’operatività del business, mentre i reported EPS includono le componenti non ricorrenti (ad es. il costo una tantum legato alla chiusura di uno stabilimento).

Quest’analisi dei margini di profitto indica che vedremo un calo degli utili societari nel 2020. I flussi di cassa delle imprese saranno sotto pressione e ciò porterà le imprese a reagire, tendenzialmente attraverso il taglio di posti di lavoro e spese. Ciò potrebbe portare il ciclo economico alla fine, e quindi a una recessione. Il nostro modello al momento prevede con una probabilità del 36% una recessione nel corso dei prossimi 12 mesi, la probabilità più alta dal 2007.