Borsa Milano in lieve calo, Ftse Mib scende sotto 20.000

22 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano si raffredda dopo una partenza positiva, che era stata alimentata dalla decisione dell’Fmi di rivedere al rialzo le stime sull’economia globale.

Dopo essere salito oltre +0,75%, il Ftse Mib chiude con un calo dello 0,19% di nuovo sotto la soglia dei 20.000 punti. Il listino galleggia intorno tale livello psicologico a metà strada tra il supporto di 19.800 punti e la resistenza di 20.200.

Poco mosse in generale anche le altre borse europee, alle prese con i messaggi contrastanti giunti dalle ultime trimestrali. Più debole Madrid nonostante sul fronte obbligazionario il collocamento del nuovo titolo di Stato decennale abbia registrato una risposta entusiastica. “E’ un mercato nel complesso in range, che ha visto fallire sia l’allungo verso nuovi massimi della mattina che il tentativo ribassista di metà giornata”, commenta un operatore

In Europa l’indice FTSEurofirst 300 sale dello 0,13%, con movimenti frazionali per Londra, Parigi e Francoforte mentre Madrid lascia sul terreno lo 0,7% circa. A Wall Street gli indici sono contrastati, con Dow Jones e S&P deboli e Nasdaq positivo.

In luce Enel (+2,4%) che beneficia della promozione di Barclays a “overweight” con target a 4 da 3,1 euro. Balza di oltre il 2% Stm tra tech europei tonici, con il settore chip in particolare sostenuto dai risultati sopra le attese dell’olandese Asml. Deboli i bancari (-0,5% il settore italiano a fronte di -0,3% in Europa ). In controtendenza Intesa SP che sale dell’1,2% dopo gli upgrade di Barclays e Morgan Stanley. Segno più anche per Mps. Fuori dal paniere principale Pop Etruria balza di oltre l’11% dopo che alcune popolari – tra cui Pop Emilia (-2,6%) – hanno manifestato l’interesse a un’eventuale aggregazione con l’istituto aretino.

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread tra Btp e Bund -1,74% a 204,62 punti, a fronte di rendimenti sui BTP decennali -0,74% al 3,80%.

Occhio al report di S&P che, stando a quanto riferisce un trader, “ha sostenuto che le banche italiane saranno in grado di coprire le crescenti perdite sui prestiti con la generazione interna di cash-flow senza, a parte alcune eccezioni, ricorrere ad aumenti di capitale”. Molti titoli bancari quotati a Piazza Affari virano comunque in territorio negativo.

In Asia focus sulla Bank of Japan, che dopo due giorni di meeting ha lasciato invariata la politica monetaria. Nikkei +0,16%. Rally di Shanghai, +2,1%, all’indomani della maxi iniezione di liquidità operata dalla Banca centrale cinese; sui mercati monetari, tasso repo a 7 giorni attorno al 5%, contro il 6,3% della sessione di lunedì. Altri listini: Hong Kong +0,21%, indice australiano S&P/ASX 200 -0,22%, indice coreano Kospi +0,33%.

Euro -0,04% a $1,3553. Dollaro/yen invariato a JPY 104,36. Euro/franco svizzero +0,02% a CHF 1,2342; euro/yen +0,04% a JPY 141,44.

In ambito di commodities, futures sul petrolio invariato a quota $94,99 al barile. Oro -0,05% a $1.241,20.