Borsa Milano troppo euforica? Ftse Mib dimezza i guadagni, Saipem crolla -20%

22 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Il Ftse Mib azzera gran parte dei guadagni, con l’euforia che si spegne nel finale. L’indice, in rialzo di quasi +3% nei massimi intraday, chiude la sessione con un rialzo +1,63% a quota 19.028,42 punti.  Il rialzo rimane ben solido, ma si smorza decisamente l’impatto delle promesse di Mario Draghi. Il presidente della Bce ha detto che alla prossima riunione di marzo l’istituto potrebbe varare nuovi piani di stimolo monetario per alimentare l’inflazione e favorire la crescita e ha anche oggi rassicurato gli investitori sulle banche italiane, assaltate dai sell off a livelli record nelle precedenti sessioni.

Ma nel finale si smorzano soprattutto gli acquisti sui titoli bancari, anche se la maggior parte riporta guadagni di tutto rispetto. Mps chiude tuttavia a poco più del 3%, quando durante la seduta era arrivata a balzare oltre +10%, mentre Banco Popolare vira addirittura in rosso con una perdita -3,39%. Bper anche scivola in territorio negativo, con una perdita -0,86%. Rimangono in rialzo BPM +2,13%, Intesa SanPaolo +2,33%, Unicredit +0,35%, mentre Ubi Banca cede -4,25%. Tra gli altri titoli crolla -20% Saipem.

Le quotazioni del petrolio riportano il rally in due giorni più forte da agosto, dopo essere scivolare al minimo in 12 anni. In particolare, i contratti WTI con scadenza a un mese sono balzati oltre +18% dopo aver toccato il valore più basso dal 2003, nella sessione di mercoledì. Tuttavia, dopo il boom a livelli record delle scommesse short sul petrolio crude scambiato sul Nymex, le cose potrebbero cambiare, secondo alcuni esperti. In particolare Citigroup parla di “trade dell’anno”.

Sullo sfondo, i dati deludenti giunti dal fronte economico in Eurozona, che mostrano come l’area sia ancora alle prese con troppe sfide.

Tra i mercati asiatici, l’indice della Borsa di Tokyo ha fatto un balzo di quasi il 6%, il più sostenuto in quattro mesi e mezzo di tempo. Ad aiutare il paniere dell’azionario sono stati la debolezza dello yen e le speculazioni circa un nuovo intervento espansivo della Banca del Giappone la prossima settimana. In buon rialzo anche la Cina.

Ieri è stata la migliore seduta degli ultimi cinque mesi (+4,2% in chiusura) per Piazza Affari, con i titoli MPS che dopo tre sedute da incubo hanno spiccato il volo, con volumi passati di mano pari a più dell’8% del capitale. .

Tra le materie prime, i contratti Wti e Brent sul petrolio si sono portati sopra i 31 dollari, forti di rialzi fino a oltre +7%. Sul valutario, euro e yen sono destinati a subire in settimana i cali più pesanti dell’anno. Sulla moneta unica pesano le aspettative di nuove manovre straordinarie di accomodamento da parte della Bce.

Petrolio in ripresa di anche il 5%

Lasciate qui sotto commenti, news e rumor dalle sale operative, consigli, strategie di investimento, le vostre esperienze e tutto quello che vi passa per la testa. Tutti gli aggiornamenti di borsa sul LIVE BLOG (SOTTO), con flash di notizie e grafici.

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 22 Gennaio 201610:04

La seduta prosegue con un progresso superiore all’1,5% per la Borsa di Milano. Si distinguono in positivo Mediaset e le banche, in particolare le popolari, mentre salta all’occhio il ribasso di oltre due punti percentuali di Saipem dopo il Cda sul maxi aumento di capitale da 3,5 miliardi. L’assemblea ha coinciso con le dimissioni di Stefano Siragusa, membro del comitato di corporate governance.

In Europa i listini principali avanzano anch’essi di almeno un punto e mezzo percentuale con Francia e Spagna che guadagnano più del 2%.

European markets open higher

Daniele Chicca 22 Gennaio 201610:15

Le dichiarazioni dei leader dell’Arabia Saudita, secondo cui un prezzo di 30 dollari al barile è irrazionale sono all’origine della ripresa del petrolio sui mercati vista stamattina. I contratti sul Brent hanno fatto anche segnare un balzo del +5% a un certo punto e ora – così come i futures sul Wti – scambiano sopra la soglia dei 30 dollari al barile.

Daniele Chicca 22 Gennaio 201611:53

Dal fronte macro europeo arrivano nuovi segnali di incertezza sullo stato di salute dell’economia dell’area euro. Il Pmi composito è sceso ai minimi di un anno a gennaio, deludendo le aspettative. Secondo Markit, tuttavia, i dati preliminari non devono preoccupare più di tanto, dal momento che sono influenzati dalle turbolenze di mercato viste nelle ultime sedute. Il Pil dovrebbe espandersi dello 0,3-0,4% nel primo trimestre.

Daniele Chicca 22 Gennaio 201612:00

Nonostante i dati Pmi deludenti in area euro, i mercati europei e asiatici rimbalzano al termine di una settimana caratterizzata dalle vendite e dal crescente nervosismo per una serie di fattori, tra cui il crollo del petrolio e la situazione critica dei crediti deteriorati presenti nei portafogli delle banche italiane, fino a ieri prese di mira dai ribassisti.

Il panic selling ha colpito tutti i mercati azionari, senza distinzione, tanto che l’indice S&P 500 americano si è anche avvicinato all’area di 1.705 punti, che vorrebbe dire ingresso nella fase di mercato ribassista (-20% sotto i massimi recenti). Dopo che il petrolio è scivolato ai minimi di tredici anni bucando la soglia dei 28 dollari al barile, le Borse di Londra e Tokyo sono effettivamente entrate in una zona ribassista.

Al momento il paniere inglese FTSE 100 avanza dell’1,7%, il Dax tedesco e il Cac francese sono in progresso dell’1,8% mentre l’Ibex spagnolo fa +2%. Il Ftse MIB guadagna l’1,73% sopra i 19 mila punti.

Daniele Chicca 22 Gennaio 201612:13

Nonostante i dati Pmi deludenti in area euro, i mercati europei e asiatici rimbalzano al termine di una settimana caratterizzata dalle vendite e dal crescente nervosismo per una serie di fattori, tra cui il crollo del petrolio e la situazione critica dei crediti deteriorati presenti nei portafogli delle banche italiane, fino a ieri prese di mira dai ribassisti.

Il panic selling ha colpito tutti i mercati azionari, senza distinzione, tanto che l’indice S&P 500 americano si è anche avvicinato all’area di 1.705 punti, che vorrebbe dire ingresso nella fase di mercato ribassista (-20% sotto i massimi recenti). Dopo che il petrolio è scivolato ai minimi di tredici anni bucando la soglia dei 28 dollari al barile, le Borse di Londra e Tokyo sono effettivamente entrate in una zona ribassista.

Al momento il paniere inglese FTSE 100 avanza dell’1,7%, il Dax tedesco e il Cac francese sono in progresso dell’1,8% mentre l’Ibex spagnolo fa +2%. Il Ftse MIB guadagna l’1,73% sopra i 19 mila punti. L’Eurostoxx 50, indice azionario di riferimento del continente, fa +2,5%.

Laura Naka Antonelli 22 Gennaio 201616:22

Continua la corsa dei prezzi del petrolio, con il Brent scambiato a Londra che balza +7,38% a $31,41 al barile, mentre il WTI Crude segna un rally +6,47% a $31,44 al barile. Sul Nymex di New York, i futures sul contratto WTO con scadenza a un mese sono balzati +17% dopo aver testato nella seduta di mercoledì il minimo dal 2003. Incide positivamente, oltre alla dichiarazione proveniente dall’Arabia secondo cui un valore del petrolio a $30 è irrazionale, anche la nota positiva di Citigroup, che afferma che il petrolio potrebbe essere la scommessa dell’anno, sempre se il mercato però riuscirà a far fronte al rialzo dell’offerta del Medio Oriente, dovuto soprattutto al ritorno dell’offerta dell’Iran. Secondo Richard Mallinson, analista presso la società di consulenza Energy Aspects a Londra, “ci sono operazioni di short covering sul petrolio”. In ogni caso, “stiamo assistendo alla volatilità in tutti i mercati, non solo in quelli energetici”.

Laura Naka Antonelli 22 Gennaio 201616:26

Ancora sul petrolio: a fronte del contratto WTI con scadenza a marzo che è balzato +10% in due sessioni, i futures generici con scadenza a un mese sono balzati +18% da quando mercoledì è scaduto il contratto di febbraio. Si tratta del rally maggiore da agosto. Boom di volumi, con gli scambi su tutti i futures che sono più del doppio della media degli ultimi 100 giorni. Il Brent è volato fino a +7,2% a $31,36. I prezzi in questo caso sono balzati +12% in due giorni. L’indice che anticipa la volatilità dei prezzi del petrolio in Usa, il Chicago Board Options Exchange Oil Volatility Index, è balzato nella sessione di mercoledì fino a 67,93, al massimo dal marzo del 2009. 

Laura Naka Antonelli 22 Gennaio 201616:30

Borsa Milano accelera al rialzo, con l’indice Ftse Mib +2,93% a 19.271,82 punti. Tra i titoli scambiati sul listino, acquisti sui bancari, anche se l’euforia si spegne su alcuni titoli: Intesa SanPaolo +3,45%. Unicredit +1,50%, Ubi Banca negativa con -1,14%, così come Bper -0,35%. Molto meglio Banca Mediolanum +6,61%, Mps +8,56%, BPM +2,50%, BP +2,66%. Tra gli altri titoli di altri settori Ferragamo +4%, Saipem -3,69% sulla scia dell’operazione di aumento di capitale, Mediaset +4,81%, Tod’S +5,12%, FCA +3,87%, Eni +4,62%.

Laura Naka Antonelli 22 Gennaio 201617:44

Il Ftse Mib azzera gran parte dei guadagni, con l’euforia che si spegne nel finale. L’indice, in rialzo di quasi +3% nei massimi intraday, chiude la sessione con un rialzo +1,63% a quota 19.028,42 punti.