Borsa Milano ed Europa: i titoli da acquistare prima dello squeeze

3 Aprile 2017, di Daniele Chicca

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il FtseMib di Piazza Affari ha disegnato una Long white che tocca livelli che non vedeva dal 6 gennaio 2016. L’indice prosegue il recupero disegnando la quinta white candle consecutiva sul grafico settimanale che porta il bilancio del 2017 in netto territorio positivo (+6.54%). Le Blue Chips che hanno trainato al rialzo nei primi 3 mesi dell’anno sono: Ubi Banca +37,75%  Stmicroelectronics +32,59% Ferrari +26,13%  Salvatore Ferragamo +25,19% Moncler +24.2%. In difficoltà invece: Saipem -20,47% e Yoox  -17,15%.

Piazza Affari archivia dopo ben tre anni il secondo trimestre positivo consecutivo, come osservano gli analisti di Sos Trader, “mostrando un andamento a 2 facce con i primi 2 mesi del 2017 vissuti in sordina e un improvvisa inversione di forza a partire dalla seduta del 27 Febbraio quando l’indice (che veniva da una sfilza di sedute negative) riuscì a reagire sui minimi annuali in area 18.500. Da lì è partito un rally che ha condotto i prezzi a un apprezzamento del 10% circa in 5 settimane”.

In questi tre anni intanto l’azionario europeo ha accumulato un deficit del 30% rispetto agli Stati uniti. È pertanto giunta l’ora di acquistare, secondo gli analisti di Candriam, nell’ottica di un ritorno dei volumi e di una scarsa liquidità.

Borsa Milano: cosa aspettarsi nel secondo trimestre

Il mood del mercato italiano è inconfutabilmente virato al positivo, secondo Pietro di Lorenzo di Sos Trader, con “la formazione di minimi e massimi crescenti a partire dai minimi  post Brexit del 27 Giugno 2016 in area 15.000″.

Due criticità esogene potrebbero, però, minare il moderato ottimismo presente a Piazza Affari e sono l’esito delle elezioni presidenziali francesi in quanto una vittoria di Marine Le Pen potrebbe far implodere l’Unione Europea con “effetti nefasti sui mercati; il secondo timore è legato alla fine della luna di miele di Wall Street con Donald Trump: qualora gli operatori perdessero la fiducia nel nuovo presidente c’è il rischio della tanto temuta inversione di tendenza sui mercati Usa che salgono senza sosta da ben 8 anni (a marzo 2008 il Dow Jones valeva 6.500 punti circa contro gli attuali 20.700)”.

Borsa Milano, stato d'animo positivo

Gli investitori globali si sono tenuti ai margini dell’Europa a lungo, come segnalano gli analisti di Candriam. Negli ultimi tre anni il mercato europeo ha accumulato un gap pari quasi al 30% rispetto agli Stati Uniti. Nel 2016 oltre 100 miliardi sono stati disinvestiti dai fondi azionari europei. Ciò, secondo Geoffroy Goenen, Head of European Equities del broker, “è attribuibile all’attrattiva che gli Stati Uniti hanno presentato negli ultimi anni e al malfunzionamento del progetto europeo”.

“Il panorama politico della regione è complesso, se non incomprensibile, per un non europeo. Sebbene gli investitori globali temano una paralisi politica o economica dell’Europa, noi riteniamo che le elezioni del 2017 e la Brexit costituiscano l’opportunità per un nuovo slancio verso una maggiore integrazione, minori interferenze centrifughe e infine una migliore operatività politica”.

Per questo motivo gli analisti di Candriam sono convinti che, in seguito alle elezioni, “gli investitori globali ritorneranno massicciamente sulla regione, che pensiamo appaia storicamente interessante. I nostri principali argomenti si fondano su tre parole chiave: Sentiment – Fondamentali – Squeeze.

Sentiment

Gli indici PMI europei su servizi e industria, a livello regionale e (relativamente a Francia e Germania) nazionale, sono a favore dei titoli azionari europei. I flussi di notizie sono estremamente positivi: creazione di posti di lavoro, accelerazione della crescita e anche – fenomeno impensabile fino a due anni fa – un ritorno alla normalità dell’inflazione.

“L’indice ISM USA si è oggi discostato nettamente dal trend della crescita economica; l’indicatore dovrà convergere meccanicamente – al ribasso – verso il PIL; gli indicatori europei, al contrario, sono molto più aderenti alla realtà economica. Il sentiment attuale degli investitori sull’amministrazione Trump presenta rischi di delusione a seguito dei negoziati con il Congresso e dei ritardi che ne deriveranno nella realizzazione delle promesse elettorali”.

Fondamentali

“Attualmente le fonti della crescita degli utili societari sono diverse, in funzione della loro provenienza, se in Europa o negli Stati Uniti. L’aumento degli EPS negli USA è in gran parte il frutto di uno sforzo di riduzione dei costi e dei programmi di riacquisto delle azioni; al contrario il momentum in Europa deriva dal dinamismo della crescita del fatturato delle aziende. Inoltre, i PE adeguati al ciclo indicano che l’Europa è particolarmente conveniente rispetto agli Stati Uniti”.

Dal punto di vista della valutazione, l’attuale divario tra le valutazioni USA ed europee ha fatto segnare il livello massimo degli ultimi decenni, e ciò a favore dell’Europa. L’Europa non è mai stata così conveniente rispetto agli USA.

Squeeze

Gli investitori globali sono attualmente sottoinvestiti in Europa. Inoltre, i volumi europei sono significativamente inferiori rispetto al passato. Il probabile ritorno massiccio degli investitori con l’avvicinarsi delle elezioni francesi e la scarsa liquidità dovrebbero creare un “effetto squeeze” che amplificherà di conseguenza i potenziali di rialzo delle azioni europee.

Borsa Milano, i titoli interessanti della seduta

A livello di singoli titoli alla Borsa di Milano i graficisti di Sos Trader come ogni settimana hanno dispensato i loro consigli caso per caso. Si prospettano sedute movimentate per BUZZI UNICEM, il cui titolo “disegna una Long white che esplode nei volumi e nella volatilità e si riporta a contatto con il bordo superiore del rettangolo sviluppato fra area 22€ e 24.3€ che ingabbia i prezzi da 75 sedute. La fuoriuscita dei prezzi da questo box, innescherà un nuovo impulso direzionale”.

Da parte sua CAMPARI strappa violentemente al rialzo toccando nuovi massimi assoluti. “Attendiamo un veloce pull back al fine di individuare un punto di ingresso a più basso rischio”, dice Pietro di Lorenzo nella sua nota settimanale.

“Ci attendiamo volatilità su A2A in attesa del Cda bilancio (preliminari il 27/2) e della conference call (13,00). La formazione di nuovi massimi annuali (con il superamento di area 1.43€) potrebbe calamitare nuovi acquirenti”.

Quanto a AZIMUT il prezzo del titolo “fornisce un interessante segnale di inversione disegnando una white Marubozu che esplode nella volatilità a seguito del superamento della trendline ribassista scaturente dai massimi toccati il 25 gennaio a 18€. Possibile un ulteriore allungo verso 17€”.

Come previsto EXOR ha accelerato in seguito alla rottura di area 48€. “Chi fosse intervenuto fissi stop loss a 47.6€ e target in area 50€”. ENAV, infine, “si riporta a contatto con la resistenza 3.83€. Una chiusura superiore a questo livello, fornirà un significativo segnale di continuazione rialzista“.