Borsa Milano cede un altro -2%, ora euro rischia quota $1,10

23 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – È l’ennesima seduta in rosso di questo 2016 per Piazza Affari che soli due mesi e mezzo fa valeva 5.500 punti in più. Borsa Milano ha chiuso in ribasso di quasi due punti percentuali dopo la performance negativa dei mercati asiatici e l’avvio in calo di Wall Street. Il listino Ftse Mib cedeva subito fin dalle prime battute il -1,5% e non ha mai saputo riprendersi veramente nonostante un tentativo timido di diminuzione delle perdite nel corso della giornata.

Tra i settori, banche contrastate, con il titolo Mps in progresso e le popolari che invece vengono vendute. Buona la performance di Saipem, che avanza fin oltre +3,5%, mentre Telecom Italia è in lieve calo. Buy in controtendenza su Saipem e Finmeccanica.

Volatili i prezzi del petrolio dopo il boom della vigilia che ha portato le quotazioni a balzare oltre +6% a New York. Dietrofront per le quotazioni sul finale dopo che l’Iran ha deriso la proposta di un congelamento coordinato della produzione di barili, senza che questa faccia guadagnare quote di mercato a un paese che per anni è rimasto escluso dal mercato per via delle sanzioni economiche internazionali. Il contratto WTI scende anche sotto la soglia di $32 e il Brent arretra mantenendosi poco al di sopra di $34.

Sul mercato valutario, l’attenzione continua a focalizzarsi sulla sterlina, all’indomani del forte calo contro il dollaro, che si è confermato il più sostenuto dalle elezioni generali del Regno Unito del 6 maggio del 2010.

A incidere negativamente i timori sulla possibilità che lo scenario Brexit possa concretizzarsi in occasione del referendum stabilito per il prossimo 23 giugno, grazie al sostegno che ora arriva da uno dei politici più prominenti e seguiti del Regno Unito: il sindaco di Londra Boris Johnson. Tra l’altro, in un intervento alla Commissione del Tesoro, lo stesso Mark Carney, numero uno della Bank of England, ha ammesso che l’istituto sta vagliando un piano di emergenza, che sarebbe adottato nel caso in cui il voto alla fine decretasse l’uscita di scena del Regno Unito dall’Unione europea.

Nella sessione di ieri, reagendo a caldo alle dichiarazioni di Boris Johnson, la sterlina è scivolata sul dollaro sotto la soglia di $1,406, al minimo in sette anni contro la valuta Usa, ovvero dal 2009, e continua a scendere anche oggi, perdendo di nuovo sul dollaro quota $1,41 comunque in recupero rispetto ai minimi testati alla vigilia.

Euro/dollaro sotto moderata pressione, rischia la soglia di $1,10. Dollaro/yen sotto JPY 113. Euro/yen giù sotto JPY 124, mentre l’euro sale sulla sterlina al di sopra di GBP 0,78.

Il rally dell’azionario globale è stato fermato dalle borse asiatiche, che hanno dovuto fare i conti di nuovo con i dubbi sulla solidità dell’economia cinese. In particolare lo yuan ha perso terreno dopo che la People’s Bank of China ha abbassato il tasso di riferimento giornaliero al ritmo più forte in sei settimane.

I primi dati macro che sono stati diffusi questo mese dalla Cina hanno mostrato come gli indici che monitorano la performance dell’attività manifatturiera e dei servizi siano scesi a nuovi minimi, a fronte di un calo della fiducia delle imprese.

La Borsa di Tokyo ha ceduto -0,37%, mentre Shanghai ha perso quasi -1%.

Oro torna a salire e supera la soglia a $1.220 l’oncia, ma Saxo Bank ha avvertito che sono tornati alla carica i ribassisti sul metallo prezioso dopo i forti rialzi degli ultimi giorni caratterizzati da un contesto di ritorno di appeal per i beni rifugio.

(Immagine: Investing.com)

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Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 20168:32

A mezz’ora dall’inizio delle contrattazioni a Wall Street, i futures europei rimangono sotto pressione, come segnala la tabella.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 20168:43

L’indice azionario Shanghai Composite ha concluso la sessione in calo -0,8% a 2.903,33 punti. L’indice Shenzhen ha perso -0,6% a 1.877,19 punti. 

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 20168:45

Reso noto il Pil tedesco del quarto trimestre, cresciuto +0,3% su base trimestrale, e +2,1% su base annua. La Germania ha anche raggiunto un surplus record di 19,4 miliardi di euro, nel corso del 2015. 

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 20168:46

Il colosso minerario australiano BHP ha tagliato il proprio dividendo d ben il 75%, dopo aver riportato la sua prima perdita di bilancio in oltre 16 anni. 

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 20168:46

Ancora sotto pressione il rapporto tra sterlina e dollaro, che si mantiene al momento al di sopra del minimo a 1,4057 testato nella sessione di ieri. In 12 mesi, il cambio ha perso -8,42%.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 20169:03

Nell’ultimo trimestre del 2015 il PIL della Germania è salito a un tasso +0,3% su base trimestrale, registrando una crescita +2,1% su base annua. Dal report si evince anche che la Germania ha assistito a un surplus record, pari a 19,4 miliardi di euro, nel corso del 2015.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201610:07

Confermati i numeri sull’economia della Germania. Nell’ultimo trimestre del 2015 il PIL tedesco è salito a un tasso +0,3% su base trimestrale, registrando una crescita +2,1% su base annua. Dal report si evince anche che la Germania ha assistito a un surplus record, pari a 19,4 miliardi di euro, nel corso del 2015. Sono i dati comunicati dall’Ufficio Statistico Federale, che rivela però anche che negli ultimi tre mesi del 2015 il paese ha assistito a un calo delle esportazioni, sulla scia dell’indebolimento dei fondamentali dell’economia globale. La flessione è stata -0,6%, peggiore del -0,3% atteso. Il Financial Times fa notare che il calo delle esportazioni è il primo, per la Germania, in tre anni, precisamente dal 2012.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201610:11

Il Dax della Borsa di Francoforte cede oltre 100 punti, dunque più dell’1%, con gli investitori che scontano il dato relativo al primo calo delle esportazioni dal 2012. Tutti i 30 titoli scambiati sul listino sono in ribasso, sulla scia delle vendite che colpiscono la utility RWE, che cede -2%. Tra le banche, Deutsche Bank arretra -1,5%. 

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201610:15

Tonfo sulla Borsa di Londra per il titolo Standard Chartered, che cede fino a -12% dopo i conti comunicati dalla banca, che hanno messo in evidenza una perdita a sorpresa di $1,5 miliardi. Si tratta della prima perdita annua dal 1989. La banca ha ammesso di far fronte a “un’ampia gamma di sfide e incertezze…rappresentate soprattutto dalla Cina e dalle materie prime”. La perdita è dovuta in parte agli oneri di ristrutturazione da $1,8 miliardi sostenuti da Standard Chartered, al fine di fronteggiare la crisi dei mercati emergenti, verso cui è molto esposta. 

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201610:26

Altra notizia negativa dal fronte macroeconomico della Germania.La fiducia delle aziende misurata dall’indice Ifo è scesa per il terzo mese consecutivo, a conferma di come l’economia numero uno dell’Europa stia diventando sempre più preoccupata sia per il rallentamento della crescita globale che per le turbolenze dei mercati finanziari. L’indice Ifo che misura il sentiment delle aziende, relativo al mese di febbraio, è sceso a 105,7 punti dai 107,3 punti di gennaio, e peggio dei 106,8 attesi dal consensus.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201611:14

Incertezza a Piazza Affari, con il Ftse Mib che vira in territorio lievemente positivo, complici gli acquisti sulle banche. Titolo Mps oltre +4%, Bper +0,88%, BPM +0,38%, BP +2,17%, Intesa SanPaolo +0,25%, Ubi Banca +3,88%, Unicredit +1,99%. Tra gli altri titoli, FCA -0,84%, Ferrari -0,86%.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201611:19

Vendite scatenate sul titolo Standard Chartered, che accusa la perdita maggiore in più di tre anni dopo aver comunicato una perdita di bilancio di $1,5 miliardi.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201615:26

Sul mercato valutario, l’attenzione continua a focalizzarsi sulla sterlina, all’indomani del forte calo contro il dollaro, che si è confermato il più sostenuto dalle elezioni generali del Regno Unito del 6 maggio del 2010. A incidere negativamente i timori sulla possibilità che lo scenario Brexit possa concretizzarsi in occasione del referendum stabilito per il prossimo 23 giugno, grazie al sostegno che ora arriva da uno dei politici più prominenti e seguiti del Regno Unito: il sindaco di Londra Boris Johnson. Tra l’altro, in un intervento alla Commissione del Tesoro, lo stesso Mark Carney, numero uno della Bank of England, ha ammesso che l’istituto sta vagliando un piano di emergenza, che sarebbe adottato nel caso in cui il voto alla fine decretasse l’uscita di scena del Regno Unito dall’Unione europea.
Nella sessione di ieri, reagendo a caldo alle dichiarazioni di Boris Johnson, la sterlina è scivolata sul dollaro sotto la soglia di $1,406, al minimo in sette anni contro la valuta Usa, ovvero dal 2009, e continua a scendere anche oggi, perdendo di nuovo sul dollaro quota $1,41 comunque in recupero rispetto ai minimi testati alla vigilia. Euro/dollaro sotto pressione, rischia la soglia di $1,10. Dollaro/yen sotto JPY 113. Euro/yen giù sotto JPY 124, mentre l’euro sale sulla sterlina al di sopra di GBP 0,78.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201615:26

Oro torna a salire e supera la soglia a $1.220 l’oncia.

Laura Naka Antonelli 23 Febbraio 201615:27

All’indomani della notizia dell’avanzata di Vivendi nel capitale Telecom Italia (al 22,79%) gli analisti di Barclays tagliano il prezzo obiettivo per le azioni ordinarie dell’operatore telefonico da 1,08 a 0,9 euro, confermando il giudizio “underweight”. Tagliato anche il target price delle azioni di risparmio da 0,86 a 0,7 euro.

Daniele Chicca 23 Febbraio 201617:58

Il listino FTSE MIB ha archiviato la giornata in calo dell’1,95% in area 17.163 punti. Solo due mesi e mezzo fa, alla chiusura il 30 novembre 2015, valeva più di 5.500 punti in più. Ribassi del 3,5-4,5% circa per Salvatore Ferragamo, Banco Popolare, Pop Emilia, Tenaris e Anima Holding.

A pesare sono le rinnovate incertezze sul futuro delle relazioni del Regno Unito con l’Unione Europea. Come ha detto Bnl nella morning call “L’accordo raggiunto nella tarda serata di venerdì tra Gran Bretagna e Ue sulle condizioni di adesione del Regno Unito nell’Unione non ha evitato qualche tensione sui mercati anche a causa delle dichiarazioni favorevoli a un’uscita da parte del sindaco di Londra Johnson“.