Boris Johnson su Obama: mezzo kenyota ipocrita che ci dice cosa fare

22 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Barack Obama? Un presidente “in parte kenyota” che pecca di ipocrisia. Stupefacente la reazione del sindaco di Londra, Boris Johnson, all’appello che il Regno Unito rimanga nell’Unione europea, lanciato da Obama. Il presidente Usa ha manifestato preoccupazioni riguardo all’opzione Brexit, di cui Johnson è invece un forte sostenitore.

In un articolo scritto in esclusiva per il Sun, Johnson non si fa problemi a dire quello che pensa, e va anche oltre, andando sul personale, affermando che la ragione del pensiero di Obama deve essere ravvisata in quella sua parte ancentrale kenyota (letteralmente, scrive ‘part-Kenyan), che è contro l’impero britannico.

Johnson racconta anche un episodio che si sarebbe verificato alla Casa Bianca, a lui molto sospetto. “Qualcosa di misterioso è successo nel momento in cui Barack Obama ha fatto il suo ingresso nell’Ufficio Ovale, nel 2009. Qualcosa è svanito da quella stanza, e nessuno è riuscito mai a spiegare il perchè”.

Il riferimento è al busto di “Winston Churchill, il grande leader britannico ai tempi della guerra”. Il sindaco londinese ricorda che la statua era stata scolpita dal “brillante scultore Jacob Epstein, e che era rimasta lì per quasi dieci anni”.

“Ma poi in uno dei giorni dell’amministrazione Obama, è stata restituita, senza alcuna cerimonia, all’ambasciata britannica, a Washington. Nessuno è sicuro che il presidente stesso (Obama) abbia a che fare con la decisione”. Sta di fatto che, quando l’episodio avvenne, “qualcuno disse che era un affronto alla Gran Bretagna. Altri dissero che era stato simbolico di quella ‘parte kenyota del presidente’ che non ama l’impero britannico, di cui Churchill è stato uno strenuo difensore”.

Johnson continua, ricordando come Churchill abbia combattuto non solo per la sopravvivenza del Regno Unito, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ma anche come abbia combattuto contro le dittature sulle democrazie europee, “per il diritto della gente di scegliere chi scrive le leggi”.

Ed è ricordando Churchill che Johnson scrive come oggi l’Unione europea sia diventata “una tragedia”, che mette a rischio la democrazia, “in questo paese e nel resto dell’Europa”.

“Noi diamo ogni anno 20 miliardi di sterline, o 350 milioni di sterline la settimana, a Bruxelles, di cui la metà circa è spesa dai burocrati dell’Ue in questo paese, e l’altra metà che non vedremo mai più”.

L’Ue viene considerata da Johnson “profondamente anti-democratica. E per quanto io ammiri gli Stati Uniti, per quanto io rispetti il presidente (Usa), credo che dobbiamo ammettere che il suo paese non si sognerebbe mai di impantanarsi in nulla del genere”, anche perchè “gli Stati Uniti tutelano la loro democrazia con una gelosia isterica più di quella che si trova in qualsiasi altro paese (…) Il fatto che gli Stati Uniti ci dicano che il Regno Unito debba rinunciare al controllo di una parte così rilevante della nostra democrazia, è un esempio del principio fa-come-ti-dico-ma-non-come-faccio-io, che lascia senza fiato”.

E ancora:

“E’incoerente. E si, è assolutamente ipocrita. Gli americani non contemplerebbero mai niente di simile all’Ue (..) perchè dovrebbero pensare che potrebbe andare bene a noi?”