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Bitcoin, quali prospettive dopo le forti vendite da parte degli ETF

4,4 miliardi di dollari di deflussi registrati dagli ETF spot statunitensi sul Bitcoin nell’ultimo mese sono uno dei segnali più rilevanti della recente correzione del mercato. Ma, secondo l’analisi di Gianluca Sommariva, ceo di Hodli, tra i primi operatori italiani autorizzati ai sensi del regolamento europeo Micar (Markets in Crypto-Assets Regulation), questa fase potrebbe segnare anche il passaggio da una logica prevalentemente speculativa a una fase di accumulo da parte degli investitori con un orizzonte di lungo periodo.

Nel corso dell’ultimo mese il Bitcoin è sceso fino a circa 58.300 dollari, per poi recuperare nelle ultime sedute nell’area compresa tra 62.000 e 65.000 dollari. Secondo gli analisti a pesare sono stati il contesto macroeconomico, con la Federal Reserve che ha mantenuto invariati i tassi d’interesse, e soprattutto la riduzione dell’esposizione da parte degli investitori istituzionali.

In particolare gli ETF spot statunitensi sul Bitcoin hanno registrato tredici sedute consecutive di deflussi, con uscite complessive pari a 4,4 miliardi di dollari. Parallelamente, però, gli indicatori on-chain mostrano che i detentori di lungo periodo hanno ricominciato ad accumulare Bitcoin, mentre la volatilità si è progressivamente ridotta e il mercato dei derivati ha iniziato a smontare le posizioni più pessimistiche.

I prossimi obiettivi di prezzo per il Bitcoin

Secondo l’analisi di Hodli, per il Bitcoin il livello tecnico da monitorare resta l’area dei 69.000 dollari, corrispondente al prezzo medio di carico degli investitori entrati negli ultimi mesi. Il suo recupero stabile rappresenterebbe il primo vero segnale di inversione, con la possibilità di riaprire il percorso verso l’area compresa tra 72.000 e 76.000 dollari.

Un altro elemento destinato a incidere sull’evoluzione del settore è la piena operatività del regolamento europeo Micar, che introduce requisiti comuni in materia di autorizzazione, governance, trasparenza, organizzazione, custodia e tutela della clientela. In Italia sono ancora pochi gli operatori ad aver completato il percorso autorizzativo previsto dal nuovo quadro normativo, destinato ad accelerare la selezione del mercato e a favorire una maggiore fiducia da parte di investitori e partner istituzionali.

«Il quadro resta costruttivo, ma incompleto. Mancano due conferme fondamentali: il ritorno continuativo degli acquisti spot, soprattutto attraverso gli ETF, e il recupero stabile dello Short-Term Holder Cost Basis intorno a 69.000 dollari. Allo stesso tempo, l’entrata a regime di Micar rappresenta un passaggio fondamentale per il mercato europeo: operare con un’autorizzazione significa innanzitutto costruire fiducia, condizione necessaria per dialogare con investitori e partner istituzionali», ha dichiarato Gianluca Sommariva, ceo di Hodli.

Per Hodli il mercato sta quindi attraversando una fase di transizione: i segnali di accumulo stanno diventando più evidenti e il nuovo quadro regolamentare europeo pone le basi per un settore più trasparente e affidabile. La conferma di una vera ripartenza dipenderà però dal ritorno di flussi stabili sul mercato spot e dalla capacità di Bitcoin di superare le principali resistenze tecniche.