Bitcoin ci riprova: a un soffio da $ 20 mila. Sarà il nuovo oro?

2 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Dopo il crollo della scorsa settimana, il Bitcoin torna sotto i riflettori del mercato mentre prova ad aggiornare nuovi record. Ieri la criptovaluta, complice un balzo superiore all’8%, ha superato il suo massimo storico del 2017, poco sopra 19.700 dollari. Un balzo che ha portato la capitalizzazione attorno a 360 miliardi di dollari, gli stessi valori del colosso della finanza Usa JpMorgan.

Tutto questo quando, secondo Bloomberg, gli investitori istituzionale hanno smobilizzato miliardi di dollari dall’oro.

Se si tratta di una semplice coincidenza o l’inizio di una rotazione che avrà un profondo impatto sulle criptovalute e sul mercato dei metalli preziosi è impossibile saperlo con certezza?

Difficile dirlo con certezza. Ma tanto è bastato per accendere un dibattito sulla possibilità che la più grande valuta digitale del mondo possa un giorno competere con i lingotti come strumento di copertura dall’inflazione e diversificatore di portafoglio.

Rispetto all’oro tuttavia la caduta di Bitcoin la scorsa settimana, la più grande da marzo, dopo un aumento del 150% da inizio anno, ha sottolineato ancora una volta l’estrema volatilità di questo asset.

“L’oro era davvero la risorsa sicura del mondo passato e della generazione del baby boom”, ha affermato Jean-Marc Bonnefous, un ex gestore di hedge fund di materie prime diventato investitore di criptovalute. “Ora viene sostituito da asset digitali come Bitcoin.”

Bitcoin, verso nuovi record

La regina delle criptovalute aveva già provato ad aggiornare i suoi record settimana scorsa, ma senza successo. Dopo aver testato i 19.870 dollari, il Bitcoin aveva iniziato a scivolare fino a toccare quota 16.000 dollari. Poi il nuovo cambio di marcia, che ha portato le quotazioni sulla soglia dei 20 mila dollari.

Soglia che da molti analisti è vista decisamente lontana dal potenziale di upside.

Secondo Tom Fitzpatrick di Citibank, che ha fissato un target di 318.000 dollari a fine 2021, l’andamento del Bitcoin ricorda l’oro degli anni ’70, quando fu sganciato dal dollaro e passò dai 35 dollari l’oncia a circa 600 dollari.

Analogamente al metallo prezioso, il Bitcoin è un asset con un’offerta limitata, ma con il vantaggio che può muoversi liberamente. Non solo. Per l’analista di Citibank l’attuale contesto macro, caratterizzato da politiche di allentamento quantitativo delle banche centrali, sia a favore di un ulteriore rialzo del prezzo della criptovaluta.