Berlusconi: voto a novembre. Rating Italia verso “junk”

29 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Silvio Berlusconi apre la crisi di governo, pretendendo ed ottenendo le dimissioni del 5 ministri del Pdl e azzerando le speranze, già ridotte al lumicino, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del premier Enrico Letta di rilanciare, con una verifica in Parlamento, l’azione di governo. Letta, che oggi salirà al Quirinale, vuole comunque un ‘chiarimento’ davanti alle Camere per verificare se ci sono i numeri ma soprattutto per addossare al Cavaliere la responsabilità di un ‘gesto folle – attacca il premier – solo per coprire le sue vicende personali’. Grillo dà la colpa della crisi a Napolitano e torna a chiederne le dimissioni: andare al voto e salvare l’Italia.

Preoccupato Napolitano per lo scenario che si apre. “Fate domande di una ingenuità mai vista…” ha risposto il Capo dello Stato a chi chiedeva se preoccupato per lo scenario politico. “Siamo in una fase un po’ criptica – ha proseguito – io cercherò di vedere se ci sono le possibilità per il prosieguo della legislatura”.

“L’unica via è andare convinti verso le elezioni il più presto possibile. Tutti i sondaggi ci dicono che vinceremo” dice Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con una kermesse di Fi a Napoli. Non potevano sostenere un governo delle tasse che aumenta la pressione fiscale e l’Iva. Un governo delle tasse non serve al Paese. Quando Letta ha deciso di sospendere il provvedimento per l’Iva e ha deciso l’aumento della benzina abbiamo capito che non possiamo continuare con questo governo”. E domani alle 17 si terrà l’assemblea congiunta dei gruppi Pdl a cui prenderà parte anche Silvio Berlusconi. L’incontro servirà a fare il punto della situazione dopo la decisione del Cavaliere di staccare la spina al governo Letta.

[ARTICLEIMAGE] “Silvio Berlusconi è un perseguitato – dice il ministro Beatrice Lorenzin – non giustifico né condivido la linea di chi lo consiglia in queste ore tentano di distruggere tutto quello che Berlusconi ha costruito e rappresentato”. Lorenzin, pur dimettendosi, annuncia che non farà parte di questa FI che “spinge verso una destra radicale”. “Io le dimissioni non ho avuto nessuna remora a darle – prosegue – però è evidente che se si fa in una sede in cui a discutere sono alcuni esponenti di un partito, senza il segretario, quel partito è geneticamente modificato: a questa Forza Italia non aderirò”

Rincara il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, tra le colombe del Pdl: ‘Se ci sarà solo una riedizione di Lotta Continua del centrodestra dice, alludendo, senza nominarla alla nuova Forza Italia – ne prenderò atto e mi dedicherò, magari, a creare il Napoli Club del Salario’. Non so se c’è una scissione – ha detto poi Qiagliariello – so che il centrodestra non è quello che si è espresso ieri”. Riferendosi alle decisioni prese ieri ad Arcore, ossia alla richiesta di dimissioni dei ministri del centrodestra, Quagliariello ha poi aggiunto che “non è quella la storia del centrodestra maggioritaria, non è quella la storia dei moderati in Italia”.

“Così non va – sottolinea il ministro Lupi – Fi non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti. Vogliamo stare con Berlusconi ma non con i suoi cattivi consiglieri. Si può lavorare per bene del Paese essendo alternativi alla sinistra rifiutando gli estremisti. Alfano si metta in gioco per questa buona e giusta battaglia”.

“Lorenzin e Quagliariello sono fuori del partito? ”Si’, credo di sì” ha detto Mara Carfagna.

“Questo è il momento in cui dobbiamo dimostrare tutto quello che diciamo da anni, e cioè che siamo un partito vero, un partito unito che si riconosce senza distinzioni su alcuni valori essenziali e una comune visione della società” prosegue invece Sandro Bondi, senatore e coordinatore del Pdl, sottolineando la necessità di stringersi intorno a Berlusconi come testimonianza della “nostra fede nella liberà”.

“Ma quali tasse, quale IVA – ribatte il presidente dei deputati democratici, Roberto Speranza – Sono solo pretesti per nascondere un’unica verità: far saltare tutto e mettere l’Italia in ginocchio pur di salvare se stesso. Berlusconi ha solo un duplice obiettivo: sciogliere le Camere, andare a elezioni anticipate per impedire che la Giunta del Senato decida sulla sua decadenza da senatore ed evitare che il Senato voti sull’interdizione dai pubblici uffici che sarà decretata a metà ottobre dal Tribunale di Milano. Per sfuggire a questi due pronunciamenti Berlusconi ha deciso di pugnalare l’Italia”.

Il senatore di Forza Italia Francesco Nitto Palma smentisce le indiscrezioni apparse sulla stampa su possibili defezioni dei senatori campani rispetto alla linea del partito ed invita a guardare a ”chi ha fatto dichiarazioni che vanno ben oltre il dissenso”. Prima della manifestazione di Forza Italia a Napoli Nitto Palma ha formulato gli auguri a Silvio Berlusconi insieme ad un gruppo di senatori. Tra essi il senatore Ciro Falanga, che ha smentito ogni dissenso con la linea del partito. (ANSA)
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[ARTICLEIMAGE] Silvio Berlusconi si spoglia delle vesti di colomba e indossa quelle del falco, puntando su novembre per il ritorno al voto. E la minaccia di un collasso del governo porta Standard & Poor’s a minacciare un ulteriore downgrade sul debito “di uno o due scalini”, dunque a livello junk, spazzatura, visto che la valutazione attuale è di appena due gradini al di sopra di quella definita, appunto, spazzatura. Questo, a meno che il paese non riesca a dimostrare “una efficacia istituzionale e di governance”.

L’Italia, la Borsa di Milano, lo spread, il costo del debito, tutti ostaggio di Silvio Berlusconi. Tanto ha fatto e detto il Cavaliere da azzerare del tutto, in poche ore, i disperati tentativi di Enrico Letta, nipote del suo caro amico Gianni Letta, volti a garantire un minimo di stabilità politica, che in realtà non c’è mai stata.

Parlando da New York, prima di prendere il volo di ritorno per Roma, Letta ha commentato le parole di Berlusconi sul colpo di stato – che ieri hanno scatenato l’ira di Giorgio Napolitano “Re Giorgio” – affermando che l’Italia è stata umiliata.

Ma è indubbio che la stessa persona di Letta è stata umiliata, così come umiliato è stato il suo pacchetto Destinazione Italia, volto a convincere gli investitori stranieri a puntare sul paese.

La sua presenza a Wall Street, le sue interviste rilasciate alle varie televisioni, in cui ha parlato di una Italia “giovane e affidabile”, i suoi discorsi pomposi appaiono ora agli investitori come discorsi privi di contenuto, visto il caos che parallelamente sta investendo Roma. E il suo impegno di portare i tassi sui rendimenti decennali del BTP dal 4,3% attuale al 2% nel 2014 appare quasi ridicolo.

Mentre si aspetta l’esito dell’incontro Letta-Napolitano al Colle e circola l’ipotesi della fiducia, il Messaggero titola: “Berlusconi: si va a votare a novembre
L’ex premier per la linea dura”.

In una situazione di dimissioni in massa di parlamentari ma anche di ministri del PdL, di firme che si susseguono con la gioia della Lega, si pensa già a una data: il 24 novembre, “se il Pd, come crediamo, è d’accordo, non foss’altro che per impedire a Renzi di prendersi il partito”,

Il Messaggero riporta le parole del Cavaliere: “Siamo in guerra e questa guerra la combatteremo fino alla fine. Quel comunista di Napolitano vorrebbe che io mi arrendessi senza combattere, così poi, una volta che ho alzato le mani e mi sono consegnato, i giudici mi sparano . Ma si sbagliano, io sono un combattente. E non ho intenzione di mollare. Voglio solo sapere se voi siete tutti con me”.

Letta terrà oggi un Consiglio dei ministri che potrebbe essere anche l’ultimo.