Berlusconi: il futuro dell’Europa in mano alla Merkel

4 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Macron né liberale, né europeista mentre la Merkel è l’unico personaggio in grado di far trovare un nuovo equilibro in Europa. Così l’ex premier Silvio Berlusconi intervistato da La Stampa in cui fa il punto sulle ultime vicende che hanno occupato la politica.

In primo luogo l’affaire Fincantieri-Stx. Per Berlusconi la proposta di un 50 e 50 proposto dai francesi è inaccettabile.

I governi francesi, forse memori della lezione di Colbert, non esitano ad usare la forza politica, diplomatica e anche militare dello Stato per difendere gli interessi delle aziende francesi e ostacolare quelle straniere. Non dimentico che fui costretto a cedere la rete tv che avevo creato in Francia, La Cinq, che aveva troppo successo perché il governo di allora potesse accettarla. Però dall’epoca del Re Sole il modo di intendere i rapporti in Europa dovrebbe essere cambiato. Ma i presidenti francesi se ne sono accorti? (…) Il cantiere di Saint-Nazaire non è un’impresa pubblica che viene privatizzata, bensì un’impresa che i francesi avevano già venduto a un gruppo coreano che deteneva il 66% ed è poi fallito, e che Fincantieri, con una operazione dalla logica industriale impeccabile, ha rilevato. Bloccarla non mi sembra un atteggiamento né liberale né europeista.

La speranza per l’ex premier è riposta nella cancelliera Angela Merkel e le prossime elezioni in Germania.

Elezioni importantissime, dalle quali mi aspetto – e naturalmente mi auguro – un successo della signora Merkel e del suo partito, che è come noi parte integrante del Ppe, il centro cristiano e liberale, alternativo alla sinistra, che noi orgogliosamente rappresentiamo in Italia.

Infine alla domanda sulla politica interna e le prossime elezioni in Italia, su una possibile lista unica Forza Italia-Lega-Fdi, l’ex premier glissa.

“Non voglio neppure prendere in considerazione l’idea che il saggio appello del Capo dello Stato a modificare l’attuale legge elettorale sia lasciato cadere nel vuoto, vanificando così ancora una volta la possibilità per i cittadini di scegliere davvero il loro futuro”.