Beffa bonus 80 euro: 1 lavoratore su 8 deve restituirlo

30 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Ha il gusto amaro della beffa la storia di Eugenia Pages, cuoca 31enne, che l’anno scorso ha ottenuto il bonus Renzi, quello da 80 euro al mese in busta paga, previsto per chi ha un reddito tra 8mila e 26mila euro annui. Ora, lo Stato le chiede di restituire tutto quanto percepito perchè non ne aveva diritto, avendo un reddito troppo basso. A raccontare la storia di Eugenia un articolo de Il Fatto Quotidiano.

“La scorsa estate Pages ha lavorato per tre mesi in un ristorante di Chiavari, in provincia di Genova, e per due mesi ha percepito l’indennità di disoccupazione. Nei tre mesi di lavoro, la cuoca ha portato a casa poco più di 4mila euro. Il datore ha chiesto l’erogazione del bonus anche se non le spettava e di conseguenza anche l’Inps le ha concesso il beneficio sul sussidio di disoccupazione. “Poi a maggio mi ha chiamato la commercialista – prosegue la signora – E mi ha detto che l’Agenzia delle Entrate mi chiedeva di restituire il bonus (…) Nel 730 precompilato che si è trovata di fronte compare la scritta: “In sede di dichiarazione è stato recuperato il bonus Irpef non spettante erogato dal datore di lavoro per un importo pari a 410 euro”. Insomma, la cuoca ora deve restituire in un colpo solo un decimo di quanto ha guadagnato a lavoro l’anno scorso. “Quindi cosa dovrò fare quest’estate, quando finalmente lavorerò di nuovo perché inizia la breve stagione turistica? – si chiede Eugenia – Tenere da parte 80 euro al mese perché l’anno prossimo mi saranno richiesti indietro? Cioè, sarò punita come quest’anno perché non sono stata in grado di trovare un altro lavoro decente, regolare, pagato a norma e non in nero o con i voucher?”.

La storia della cuoca 31enne rispecchia quella di 1,4 milioni di italiani che nel 2015 sono stati obbligati a rinunciare al bonus 80 euro, perchè con reddito troppo basso, 7500 euro all’anno e il bonus Irpef è erogabile da 8mila e fino a 26mila euro annui. Non è stato così infrequente che, complice dati reddituali insufficienti per fare il calcolo preciso, molti datori di lavoro abbiano inserito nelle buste paga dei propri dipendenti il bonus e ora l’Agenzia delle Entrate bussa alla porta e ne chiede la restituzione.

In totale rappresentano il 12,5% dei beneficiari i lavoratori che hanno dovuto ridare indietro il bonus da 80 euro al mese  per un importo totale di 320 milioni di euro, circa 220 euro a testa e beffa della beffe a dover restituire quanto ricevuto chi risulta incapiente, ossia chi ha entrate talmente basse che non paga le imposte.  Amaro lo sfogo della signora riportato dal quotidiano:

“E’ così che lo Stato italiano aiuta le persone che guadagnano poco? Regalando loro soldi quando riescono a lavorare e poi pretendendoli indietro perché alla fine dell’anno non hanno guadagnato abbastanza? Dando oltretutto per scontato che ne abbiano la disponibilità?”