BCE: la crisi ucraina posticipa rialzo tassi. Germania verso recessione

23 Febbraio 2022, di Mariangela Tessa

Rialzo dei tassi già in estate da parte della Bce. Anzi, no. È tutta da rivedere la tabella di marcia della BCE sui prossimi rialzi del costo del denaro. Il consiglio direttivo dell’istituto di politica monetaria sembra infatti spaccato. Alla luce della crisi ucraina, intanto, i trader dei mercati monetari ora si attendono un primo rialzo dei tassi a dicembre e non più a ottobre.

BCE: consiglio direttivo diviso sui tassi

Robert Holzmann, tra gli esponenti più hawkish del Consiglio direttivo della Bce, ha detto in un’intervista rilasciata al quotidiano svizzero NZZ, che un rialzo dei tassi dell’Eurozona da parte della banca centrale potrebbe avvenire in estate, prima della fine del programma di Quantitative easing tradizionale. Il banchiere ha detto di ritenere possibili due strette monetarie nel corso del 2022: una durante dell’estate, un’altra prima dellaa fine dell’anno.

Di tutt’altra idea il governatore della Banque du France, nonché membro del consiglio direttivo Bce, Francois Villeroy de Galhau che, in un discorso riportato dalla Bloomberg in vista della riunione dell’istituto centrale il 10 marzo, ha spiegato che la crisi ucraina deve indurre la Bce a “prendere tempo” su un eventuale rialzo dei tassi e mantenere la “flessibilità” per l’uscita dalle misure di stimolo.

Francoforte, spiega dovrà valutare “le conseguenze indirette” degli eventi geopolitici. “Il tempo è essenziale per evitare errori” rileva e bisogna soppesare le azioni che vanno “prese non troppo tardi con il rischio di lasciare correre l’inflazione e non troppo presto per non frenare la ripresa”.

Villeroy ha inoltre indicato che l’esposizione diretta delle banche e degli assicuratori francesi alla Russia è limitata, ma ha osservato che l’autorità di supervisione bancaria ha chiesto “una maggiore vigilanza” sui rischi informatici.

“Nel nostro consiglio direttivo di marzo valuteremo le conseguenze più indirette sull’inflazione e sulla crescita” degli attuali sviluppi geopolitici. “Il tempo è essenziale per evitare errori” ha concluso Villeroy aggiungendo che occorre trovare il giusto mezzo fra l’agire presto con il rischio di soffocare la ripresa e quello di agire troppo tardi e lasciar correre eccessivamente l’inflazione.

Germania: allarme recessione

D’altronde le notizie che arrivano dal fronte macro europeo sono poco rassicuranti. Secondo la Bundesbank, la Germania entrerà in recessione nel primo trimestre 2022, prima della forte ripresa primaverile. La banca centrale di Francoforte ha specificato che l’ultima ondata della pandemia ha rischiato di spingere la più importante economia d’Europa, in una recessione tecnica prima di una ripresa a partire dal secondo trimestre.

Dopo che il prodotto interno lordo si è ridotto dello 0,7% nell’ultimo trimestre del 2021, “la produzione economica complessiva potrebbe nuovamente diminuire notevolmente nel primo trimestre del 2022, prima di riprendere velocità in primavera”, ha sottolineato la Banca centrale tedesca nel suo rapporto economico mensile.