Bce: disoccupazione giovanile alta anche prima della crisi

11 Maggio 2017, di Daniele Chicca

La disoccupazione giovanile era alta in area euro anche prima che scoppiasse la crisi del debito sovrano. A dirlo è la Bce nel suo ultimo bollettino mensile. La mancanza di lavoro tra i più giovani resta ancora oggi al di sopra dei livelli visti prima della crisi finanziaria internazionale, mentre il rapporto con la disoccupazione totale non è variato di molto. Sono peggiorati entrambi di pari passo con l’aggravarsi della situazione economica e del mercato del lavoro.

Insomma la banca centrale dell’Eurozona puntualizza che la disoccupazione giovanile rappresentava un problema già prima del 2007: “la disoccupazione giovanile è particolarmente alta in Grecia, Spagna e Italia, a seguito di forti aumenti registrati durante la crisi”, si legge nel bollettino in cui si segnala inoltre una forte eterogeneità tra i diversi Paesi.

“Tuttavia, nonostante i tassi molto alti di disoccupazione tra i giovani, il rapporto tra disoccupazione giovanile e totale non ha subito variazioni significative tra il 2007 e il 2016, il che suggerisce che la disoccupazione giovanile ha seguito l’andamento della disoccupazione totale”.

“Gli altissimi livelli di disoccupazione giovanile raggiunti durante la crisi riflettono quindi sia l’intensità di quest’ultima sia un tasso di disoccupazione tra i giovani relativamente alto già nel periodo precedente alla crisi” finanziaria, è la conclusione a cui giunge la Bce.

La Bce segnala anche una “ampia eterogeneità” tra i paesi membri del blocco: “nel complesso dell’area dell’euro il tasso di disoccupazione giovanile è 2,2 volte più alto del tasso di disoccupazione totale, mentre in Italia e in Lussemburgo è maggiore di oltre tre volte, ed è solo 1,7 volte superiore in Germania”.

In uno studio sul mercato del lavoro in area euro pubblicato ieri la Bce ha anche fatto sapere che il tasso di disoccupazione è pari al doppio di quello che fanno pensare i dati ufficiali. Questo perché i dati non tengono conto delle persone che non corrispondono a criteri statistici molto rigidi e di quelle che hanno impieghi part-time, ma che vorrebbero lavorare più ore.

Nel rapporto della Bce si dice che la percentuale dei disoccupati nel blocco si aggira intorno al 18% e non al 9,5% del tasso di disoccupazione ufficiale dell’Eurozona. “Il livello dell’indicatore della sottooccupazione è ancora alto”, sottolinea la Bce, e questo fenomeno “dovrebbe continuare a tenere contenute le dinamiche salariali”.