Bazooka Bce: vincitori e perdenti

11 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Dopo che per dichiarare guerra a deflazione e tassi di interesse Mario Draghi ha fatto ricorso ancora una volta all’artiglieria pesante, secondo gli analisti sui mercati gli asset europei dovrebbero giovarne più delle controparti (sia le obbligazioni che le azioni).

Tra i vincitori si segnalano sia i bond aziendali che quelli convertibili e quelli ibridi tra azioni e obbligazioni, mentre tra i perdenti si segnalano i gruppi che in Usa emettono titoli in euro (i cosiddetti Reverse Yankees) e il debito emesso da paesi esterni all’area euro.

L’appetito per il rischio, già alto prima del meeting della Bce su tutti i mercati emergenti (titoli sovrani, credito corporate e debito locale), è destinato a continuare sul breve, secondo gran parte degli analisti tra cui quelli di Fidelity International e Goldman Sachs.

I titoli bancari sono quelli che chiaramente dovrebbero mostrare le migliori performance nel medio termine, così come i bond societari non finanziari. Per poter rimborsare i bond bancari nei prossimi mesi, le banche potranno continuare a contare sui rubinetti di liquidità aperti della Bce con un Quantitative Easing che si estenderà fino ad almeno marzo 2017 e che avrà una portata di 80 miliardi di euro al mese. In totale il bazooka monetario raggiungerà una gittata di 2.200 miliardi di euro.

Questo scenario di credito facile aiuterà le banche italiane, ma anche qualche istituto tedesco meno solido. Attenzione però: come antidoto al tasso di deposito ancora più negativo (-0,4%), Draghi ha varato il secondo piano TLTRO, operazioni di credito mirato alle  banche commerciali che concedono prestiti all’economia in misura precedente al primo programma analogo.

Potrebbe rivelarsi un boomerang: le banche di fatto vengono pagate per fare credito, ma se le imprese non chiedono credito, come osserva Mario Seminerio sul suo blog Phastidio.net si è di nuovo punto e a capo. Il pericolo è che i prestiti vengano concessi a debitori a rischio insolvenza. Ricapitolando:

I vincitori

  • I bond societari non finanziari investment-grade
  • Il mercato del credito di Francia e Germania, le utility, il settore dei trasporti, quello dell’energia e dei materiali industriali di base.
  • Anche se non sono direttamente acquistabili dalla Bce, i bond ibridi e convertibili trarranno vantaggio della situazione che li rende maggiormente appetibili.
  • Idem per i bond high-yield (ad alto rendimento) il cui rendimento dovrebbe crescere rispetto al debito giudicato investment-grade. Sono da tenere d’occhio gli Spread tra queste due classi.
  • Il debito senior non subordinato delle banche trarrà giovamento dal nuovo piano TLTRO a 4 anni.

I perdenti

  • Gli emittenti statunitensi di titoli in euro sono stati il grande fenomeno dell’anno scorso. Non saranno acquistati dalla Bce, però, pertanto saranno penalizzati rispetto alla concorrenza.
  • Idem per tutti i crediti collocati da paesi che non appartengono all’area euro, come il Regno Unito.
  • I debiti emessi da banche e compagnie di assicurazione.

Gli indifferenti

  • Borse: per quanto riguarda l’outlook di medio periodo per i mercati azionari, secondo gli analisti di Axa Investment Managers è necessario un recupero degli utili, date le valutazione relativamente alte, prima di vedere un trend veramente positivo.
  • Neutrale è anche la view sull’euro, visto che Draghi ha escluso ulteriori tagli del tasso di deposito in futuro.