Banche venete: scontro in Ue. “Occorrono norme più stringenti”

9 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Fari ancora accesi sulle banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto banca dopo che i due istituti sono stati messi in liquidazione sulla base delle regole italiane e non su quella europee con la direttiva sul bail-in.

A puntare il dito contro la soluzione nostrana adottata per salvare i due istituti con l’intervento di Intesa SanPaolo è stata la presidente del Single resolution board (Srb), Elke König che dalle pagine del Financial Times ha sollecitato una stretta sulle norme Ue.

Il tutto parte dal fatto che il governo italiano ha scelto legittimamente per le banche venete di cedere la loro parte sana alla banca guidata da Carlo Messina  applicando una comunicazione europea datata 2013 sugli aiuti di stato, ma di fatto, come afferma la numero uno della Srb, aggirando le norme Ue sul bail-in che chiedono di toccare azionisti e obbligazioni fino a 100mila euro per coprire le perdite prima dell’aiuto di stato.

Una scelta quella italiana che è stata criticata anche dalla potente Germania. Da qui l’appello della Kong:

“Dobbiamo assicurarci che non si mettano gli incentivi sbagliati nel sistema (…) penso che la Commissione sarebbe d’accordo sul fatto che a un certo punto le regole devono essere cambiate (…) servono norme Ue più stringenti ma comunque con spazi agli Stati per fornire aiuti alla liquidazione”.

La replica della Commissione Ue non si è fatta attendere e tramite il portavoce Mina Andreeva ha affermato

Non abbiamo intenzione di cambiare le nostre regole (…) il settore ha bisogno di certezza legale e la Ue intende applicare le regole che abbiamo.