Banche: Ue vuole riformare bail-in

22 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Si terrà oggi a Bruxelles, secondo le indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, un summit incentrato sull’armonizzazione delle leggi nazionali in merito alla risoluzione degli istituti di credito, soprattutto quelli transfrontalieri, il cosiddetto bail-in.

Il Bail-in, letteralmente “salvataggio interno” è il nuovo meccanismo introdotto dalla Direttiva Brrd, la n. 2014/59 dell’Unione europea per il risanamento e risoluzione di enti creditizi e imprese di investimento che impone la partecipazione degli investitori/risparmiatori alle perdite subite dalla banca.

In pratica con il regime del bail-in introdotto da quest’anno, gli azionisti, gli obbligazionisti senior e anche in casi gravi gli investitori in possesso di strumenti finanziari emessi dalla banca, dovranno contribuire con i loro soldi a risolvere la crisi dello stesso istituto. In questi casi il capitale della banca viene ricostituito mediante l’assorbimento delle perdite da parte di azionisti e di quegli investitori che hanno in mano altri prodotti emessi dalla banca.

Ora, secondo quanto riporta il quotidiano economico di Confindustria, la Commissione Europea starebbe vagliando il giusto modus operandi per poter imporre ai Paesi membri una visione comune, un approccio unitario nella gerarchia dei creditori al momento dell’insolvenza di una banca. Questo perchè ogni paese ha le proprie regole, la propria normativa interna.

Così ad esempio la Germania della Cancelliera Angela Merkel ha cambiato una legge nazionale per rendere più semplice imporre perdite agli obbligazionisti privilegiati. In Francia invece è stata creata una nuova classe di debito. Infine l’Italia che invece ha come scopo principale, o almeno vorrebbe proteggere i depositanti ai danni degli obbligazionisti.

Fonte: IlSole24Ore