Banche, rimborsi risparmiatori: è giallo sul decreto

11 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Assume i contorni del giallo il decreto sui rimborsi dei risparmiatori truffati. Dopo vari tira e molla la scorsa settimana si era arrivati ad un testo di legge che prevedeva una doppia via per i ristori: automatici per i redditi entro 35mila euro e patrimonio complessivo di 100mila euro e tramite arbitrato per tutti gli altri.

Il testo di legge era arrivato dopo l’incontro con le associazioni dei risparmiatori azzerati di Veneto banca, Popolare di Vicenza, Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa risparmio di Chieti. Passava così la linea sostenuta dal ministro dell’economia Giovanni Tria, che ha sempre sostenuto la tesi del doppio binario per non incappare in un no da parte della Commissione europea.

La proposta poi è stata sottoposta al lavoro di Palazzo Chigi che avrebbe dovuto inserire la norma sul rimborso dei risparmiatori vittime del bail-in nel decreto crescita. Quando il Cdm ha approvato il Def  non ha fatto altrettanto con il decreto sui rimborsi ai risparmiatori, perché –dicono fonti vicine al governo – ci sono “dettagli da limare”.

“Se non si concorda con i risparmiatori non si fa nulla” ha precisato il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, a margine della Festa della Polizia, risponde a una domanda sul provvedimento per il rimborso dei truffati dalle banche. Anche l’altro vicepremier Matteo Salvini getta acqua sul fuoco, spiegando che si sta ancora discutendo perché serve l’accordo di tutti ma assicura che i decreti attuativi arriveranno il prima possibile.  Tuttavia nonostante le rassicurazioni dei due alleati di governo non sembrano soddisfare le attese di consumatori e opposizione e la Cabina di 13 associazioni risparmiatori annuncia, qualora il decreto non arriverà entro 7 giorni, un’azione di protesta contro il governo.

Intesa sul Presidente della commissione di inchiesta

Intanto sulla commissione di inchiesta sulle banche pare ci sia l’intesa tra Lega e Movimento 5 Stelle sul nome del presidente, il senatore pentastellato Gianluigi Paragone. A dare notizia è stato il vicepremier Luigi Di Maio durante la registrazione della puntata di Porta a Porta.

“Ho avuto da Salvini e Giorgetti la conferma che il presidente sarà Paragone, un nostro senatore, che se ne è occupato per anni (…) la commissione non sarà una clava contro Bankitalia e le istituzioni, ma servirà a scoprire chi sono stati i colpevoli delle condotte indecenti delle banche”.