Banche italiane sotto attacco: speculazioni dietro l’angolo

22 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Bruxelles e la Bce dovrebbero aprire gli occhi e studiare una qualche forma di sostegno per il sistema bancario italiano. A dirlo Dominic Rossi, il guru di Fidelity International, un colosso dei fondi che gestisce 274,5 miliardi e uro e che ha molta influenza sulla City di Londra.

Nel corso di un incontro nella sede londinese di Fidelity, Rossi usa parole durissime all’indirizzo delle banche nostrane.

“Il sistema bancario italiano è strutturalmente non redditizio, incapace di generare capitale sufficiente per affrontare i propri rischi sistemici. Per questo ci sono scarsissime possibilità di risolvere i problemi del settore senza forme di intervento esterno”.

Rossi è solo l’ultimo di una serie di grandi nomi della finanza londinese che guarda con apprensione alle banche italiane. Matt Siddle, gestore di un fondo dedicato alle grandi capitalizzazioni europee afferma:

“Rispetto alle banche italiane, dove pure apprezziamo quanto fatto da istituti come Unicredit e Intesa Sanpaolo, preferiamo un istituto come Barclays che dà maggior premio per il rischio, con una valutazione più a buon mercato. Nel settore petrolifero abbiamo privilegiato Shell rispetto a Eni, mentre tra le utility abbiamo di recente acquisito una posizione in Enel”.

Nel settore obbligazionario c’è meno preoccupazione come spiega il capo globale degli investimenti nel reddito fisso, Charles McKenzie.

“Chiaro che i problemi che avete nel settore hanno creato una certa preoccupazione, ma attraverso un’ accurata selezione dei titoli delle vostre banche più solide, tale situazione ha anche creato delle buone opportunità di investimento (…) i titoli italiani sono ancora considerati un investimento piuttosto attraente quanto a valutazioni, ciononostante l’ esposizione è stata ridotta”.

E se non si prevedono tempeste in arrivo – visto che la Bce con tutta probabilità no interromperà il sostegno straordinario del Qe e i tassi di interesse staranno bassi ancora a lungo – il fattore di rischio che potrebbe generare nervosismi sono possibili elezioni anticipate.

” Se le elezioni fossero anticipate a quest’ anno  sarebbe senz’altro una sorpresa per il mercato, il che aumenterebbe il nervosismo nei confronti del vostro Paese”.