Giappone, banche sul piede di guerra contro BoJ: “Basta politica espansiva”

4 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Banchieri giapponesi sul piede di guerra contro la Bank of Japan per via del massiccio programma di allentamento monetario. A portare avanti la crociata contro l’istituto di politica monetaria nipponico, è Koji Fujiwara, amministratore delegato di Mizuho Bank.

Secondo quanto riporta un articolo del Financial Times il presidente dell’Associazione dei banchieri giapponesi avrebbe messo in discussione la priorità di aumentare l’inflazione (nettamente sotto il target del 2%), esprimendo timori circa l’impatto a lungo termine dei bassi tassi di interesse.

“Penso che le azioni della BOJ finora siano state positive, ma credo allo stesso tempo che sia giunto il momento di esaminare attentamente gli effetti collaterali negativi e riconsiderare la politica monetaria”, ha detto Fujiwara, spiegando che la crescita sostenibile e la stabilità finanziaria sono più importanti del target del 2% di inflazione della BoJ.

Finanza protesta contro politiche dietro a svalutazioni yen

Le dichiarazioni di Fujiwara mettono in evidenza la profonda opposizione allo stimolo monetario da parte del settore finanziario giapponese, anche se i prezzi al consumo (al netto dell’energia fresca) si attestano intorno allo 0,4%.

“Non dovremmo rimanere bloccati dall’obiettivo del 2% di inflazione“, ha affermato Fujiwara. “L’Europa e gli Stati Uniti iniziano a cambiare politica quando l’inflazione è vicina all’1%”.

In Giappone, le politiche espansive hanno portato a un forte deprezzamento dello yen e hanno al contempo stimolato cinque anni di robusta crescita economica.  Ma le banche giapponesi non hanno visto mai di buon occhio tali politiche, perché comprimono i loro margini di interesse.

Una rabbia che si è intensificata quando la Bank of Japan ha adottato un tasso di interesse negativo di meno 0,1 per cento nel 2016.