Bagarre alla Camera sui mutui, Di Maio espelle Fiano

2 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Deputato Emanuele Fiano espulso dall’aula, sulla questione mutui esplode la bagarre alla Camera. Tutto è iniziato con la protesta del M5S, che ha occupato il corridoio di fronte alla Commissione Finanze per impedire che venisse discusso il decreto legislativo sui mutui, con un cartello “La casa non si tocca”.

E’ rovente la polemica sul decreto, con cui si recepirebbe una direttiva dell’ Ue, permettendo alle banche di bypassare i tribunali e di espropriare la casa al mutuatario che non abbia pagato sette rate del mutuo contratto.

Le proteste dei deputati M5S hanno portato Ettore Rosato, capogruppo del Pd, a contestare l’atteggiamento del M5S, non solo in Aula ma anche in Commissione mutui. Rosato ha espressamente criticato Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente alla Camera, per la sua gestione dell’Aula.

Il deputato del Pd Fiano è andato sotto il banco della presidenza a protestare e al terzo richiamo è stato sospeso da Di Maio.

La bagarre alla Camera ha portato alla convocazione della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, come ha poi comunicato lo stesso vicepresidente Di Maio. Era stato il presidente dei deputati Pd, Ettore Rosato, a chiedere la convocazione dei capigruppo, causa le accese proteste provenienti dai deputati del Movimento 5 Stelle sui mutui.

Di Maio ha espulso anche tre deputati M5S: Ivan Della Valle, Nicola Bianchi e Marco Brugnerotto.

Così Fiano ha commentato l’accaduto:

“Se i 5 stelle pensano che questa sia la sede della Casaleggio e associati si sono sbagliati”. Parlando ai cronisti, Fiano ha fatto notare che “mentre Rosato chiedeva la capigruppo il presidente di turno (della Camera, ovvero Luigi Di Maio) vergognosamente la negava e dai banchi del M5s Di Battista faceva questo gesto, come dire andate fuori, io sono andato a protestare sotto la presidenza perché se espellevano me dovevano espellere anche Di Battista”. Per Fiano la cosa “più grave è che un gruppo parlamentare impedisca l’accesso alle commissioni, ossia impedisca lo svolgimento della democrazia parlamentare, e non è la prima volta che lo fanno…“.

Diverse le critiche per la protesta organizzata dai 5 Stelle. Così la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent:

“Ciò che è avvenuto alla Camera ad opera del M5S non è solo un episodio gravissimo e inaccettabile, ma anche una speculazione politica propagandistica costruita ad arte sul nulla. Il Governo ha dato la disponibilità a migliorare il testo per evitare ogni equivoco sul tema e la prossima settimana sarà evidente a tutti che la nuova norma tutelerà il debitore”.

Tra l’altro, Michele Pelillo, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera e Giovanni Sanga, deputato Pd e relatore del provvedimento sui mutui, hanno affermato che la polemica del M5S è basata sul nulla.

“Oggi il Pd era pronto a fare, alla Commissione Finanze, la sua proposta di parere sul decreto di recepimento della normativa Ue sui mutui. Per sciogliere i nodi e porre formalmente fine agli equivoci sorti in queste ore, essa conteneva la richiesta di chiarimenti e la soppressione di parte del testo. Ma ci è stato impedito di farlo, come è stato impedito al governo di entrare nell’Aula della Commissione”. A questo punto, “la prossima settimana riproporremo il testo del parere, dal quale si evincerà con chiarezza che la nuova norma sarà tutta a vantaggio del debitore. Il gravissimo episodio di oggi altro non è, dunque, che il tentativo di costruire sul nulla una volgare speculazione politica”.

Lo stesso viceministro dell’Economia segretario di Scelta civica Enrico Zanetti si è chiesto se il M5S abbia letto il decreto:

“Ho un dubbio: la gazzarra che i 5 Stelle hanno inscenato oggi, bloccando i lavori della Commissione Finanze al grido “la casa non si tocca”, è perché nella foga non hanno nemmeno letto la norma, oppure perché pur avendola letta non l’hanno capita? (..) La norma  è sicuramente migliorabile e la commissione è appunto il luogo per discuterne tra maggioranza e opposizione, ma gli scenari che stanno disegnando e il cinema che hanno fatto non hanno nulla a che vedere con il testo in discussione e con la politica che serve al Paese”.