Azimut, utile record nel 2021 a 600 mln, masse a 83,2 mld

12 Gennaio 2022, di Massimiliano Volpe

Poco prima dell’avvio della consueta convention di inizio anno Azimut ha reso noto i risultati preliminari dell’esercizio 2021 che si chiuso con il miglior utile netto consolidato della storia del Gruppo, compreso fra 600 e 605 milioni di euro, superiore alle indicazioni fornita al mercato (pari a 350 – 500 milioni di euro). Un valore che non considera il riallineamento dell’avviamento in Italia, precedentemente contabilizzato per ca. 30 milioni di euro, a seguito della facoltà di revoca esercitata ai sensi della legge di Bilancio 2022.

Nel 2021 Azimut ha registrato una raccolta netta di 18,7 miliardi di euro, raggiungendo così un patrimonio complessivo pari a 83,2 miliardi di euro, in progresso del 38% rispetto a fine 2020.

Nel 2021 i clienti del Gruppo hanno beneficiato di una performance media netta ponderata del +6,5% (+1,6% rispetto all’indice Fideuram).

Nel 2021 il rendimento netto ai clienti Azimut è del 6,5% verso una performance dei concorrenti del 4,9% con una differenza in un anno a vantaggio dei nostri clienti del 1,6%. Negli ultimi 25 anni lo stesso paragone porta ad una differenza sempre a favore dei clienti Azimut dello 0,8% per ogni anno. Tutte le considerazioni ed i discorsi fatti in passato sui costi dei nostri prodotti vengono definitivamente spazzate via dai numeri di cui sopra: Azimut fornisce ai suoi clienti rendimenti netti di circa l’1% all’anno superiori alla media di quelli della concorrenza. Dalla nostra quotazione (luglio 2004) ad oggi il titolo Azimut ha reso il 1.193% (risultando il terzo titolo della Borsa Italiana e di gran lunga il primo tra i finanziari, bancari e assicurativi) rendendo all’azionista oltre il 68% all’anno da oltre 17 anni”  ha dichiarato Pietro Giuliani, presidente di Azimut.

L’attività internazionale, private market e fintech

Per quanto riguarda l’attività internazionale di Azimut, alla fine del 2021, il patrimonio del business estero ha raggiunto il 40% del totale, e la contribuzione all’Ebitda gestionale dell’estero è stimata a circa 70 milioni di euro.

Nell’anno appena concluso spicca anche il segmento Private Markets, che è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente e a dicembre 2021 ha raggiunto 4,6 miliardi di euro di Aum (rispetto a 2 miliardi di euro di fine 2020) grazie allo sviluppo di nuovi prodotti sia in Italia sia negli Usa.

Nel corso del 2021 il Gruppo ha inoltre dato un ulteriore spinta alle attività Fintech dedicate ai giovani risparmiatori e alle imprese, nel crowdfunding e nel lending alle Pmi. Con lo sviluppo di queste iniziative  Azimut vuole diventare un punto d’accesso privilegiato per le imprese italiane che cercano accesso al credito e servizi di advisory ad alto valore aggiunto grazie anche alla raccolta di capitali privati che necessitano di un rendimento adeguato in un mondo a tassi zero-negativi.
Inoltre, grazie a queste attività Azimut è in grado di assistere le imprese che abbiano necessità di strutturare operazioni di equity, così come seguirle nel processo di internazionalizzazione, anche grazie alla sua presenza in 17 paesi.

“La spinta all’internazionalizzazione, sia in termini distributivi che gestionali, grazie al Global Team, sono ormai un pilastro della crescita futura. La democratizzazione dell’economia reale in Italia e all’estero, con 8,4%delle masse gestite, costituisce un ulteriore elemento di diversificazione, innovazione di prodotto e creazione di valore per clienti e azionisti. Gli investimenti nel fintech ci porteranno verso nuovi business e ad un ulteriore evoluzione del Gruppo. Oggi dobbiamo guardare ad Azimut come una holding di partecipazioni, diversificata per attività e geografie, che come tale, ha al suo interno un valore inespresso che il mercato non ha ancora apprezzato. Secondo le nostre stime basate su multipli di mercato locali così come transazioni di M&A nei rispettivi paesi, la somma delle parti delle attività all’estero, private markets, fintech e il business tradizionale valgono circa 8-10 miliardi di euro” ha aggiunto Gabriele Blei, co-amministratore delegato del Gruppo.

I vertici di Azimut hanno poi evidenziato che ha presentato istanza per una modifica alle commissioni applicate ai fondi lussemburghesi presso l’autorità di vigilanza locale che allineerà il metodo di calcolo delle commissioni variabili (“performance fees”) alle nuove linee guida Esma. Tale nuovo sistema di calcolo implicherà un Ter per i clienti in linea con la media storica, con una componente ricorrente più elevata e l’introduzione di un sistema che, in caso di sottoperformance rispetto al benchmark, prevedrà la restituzione di una parte delle commissioni ricorrenti.
Azimut si è impegnata a fornire nuove informazioni e maggiori dettagli sulla nuova struttura commissionale una volta concluso l’iter autorizzativo con le autorità di vigilanza competenti.

Infine, l’attività del Gruppo Azimut in Italia nel corso del 2021 ha registrato 141 nuovi ingressi, portando il totale del Gruppo a fine 2021 a 1.840 consulenti finanziari.