Axa: debito italiano sostenibile, spazio di manovra esiguo

5 Settembre 2018, di Alberto Battaglia

L’Italia gode ancora di un buon margine per proseguire il processo di riduzione del debito pubblico sul Pil, ma è necessaria la volontà di proseguire con la realizzazione di surplus primari superiori all’1% del prodotto interno. È quanto afferma una nota firmata da Alessandro Tentori, responsabile degli investimenti di Axa  Investment Managers Italia.

Secondo le stime della Commissione europea, il differenziale tra costo del debito e potenziale fiscale dovrebbe attestarsi all’1%, a pieno regime di crescita e inflazione e “questa misura”, spiega Tentori, “è importante nel contesto della riduzione dello stock di debito pubblico, perché ci suggerisce il breakeven in termini di bilancio primario: a livello di equilibrio, il rapporto debito/Pil si contrarrebbe solo nel caso di entrate fiscali in eccesso dell’1%”.

A partire al 2011 il governo italiano ha sempre racimolato un saldo primario superiore a tale soglia; nel 2017 si è attestato all’1,7% del Pil (grafico in basso).


Un’analisi che conferma la “sostenibilità del debito pubblico italiano”, ma che “ne evidenzia anche l’esiguo margine di errore”, precisa Tentori: “Le fonti di errore possono essere molteplici: stime troppo ottimistiche sulla crescita e sul bilancio primario, piuttosto che sull’inflazione e quindi sull’effetto di deflazione dello stock di debito pubblico.

Anche il costo del rifinanziamento può incidere negativamente sul margine di operatività del governo, ma va ricordato che la politica molto oculata del Mef, ovvero l’allungamento della vita residua del debito, durante il periodo di Quantitative Easing fa sì che un allargamento dello spread Btp/Bund sia molto meno oneroso che in passato”.

A restringere il sentiero della riduzione del debito non sarebbe tanto la “sensibilità del pil Italiano al ciclo economico globale quanto piuttosto il livello di crescita media degli ultimi 20 anni, 0,5%, che evidenzia una carenza strutturale rispetto alla crescita media di Eurozona, 1,5%, e Stati Uniti, 2,2%”, ha proseguito l’analista, “bisogna tenere conto del fatto che essa limita per definizione il margine di operatività di ogni governo italiano”.

Nel frattempo la moderazione delle ambizioni del governo gialloverde, in vista della Legge di bilancio, hanno rassicurato i mercati sul fatto che prevarrà la linea prundente del ministro delle Finanze Giovanni Tria: Repubblica ha scritto di una manovra ridimensionata da 100 a 10 miliardi, con solo l’inizio di una flat tax (solo per professionisti e partite Iva) e di reddito a favore delle classi disagiate. Lo spread oggi è in forte calo a 254,30 punti, in calo del 6,4%.