Daniele Chicca pagina 85
Guadagni dei titoli ‘value’ sono accompagnati da un balzo dell’azionario: non è stato così durante il crac di mercoledì: è in atto grande rotazione settoriale. In questo contesto, strategie difensive sono diventate le piĂą rischiose.
I dati sulle esportazioni cinesi ridanno un po’ di fiducia agli investitori in una settimana turbolenta. Buy sul petrolio, stabile il dollaro con i rendimenti dei Bond Usa che tornano salire.
La Borsa di Milano ha chiuso in rosso, entrando ufficialmente in una fase di mercato ribassista. L’indice Ftse MIB, infatti, è in calo di più del 20% dai massimi (vedi grafico). Il computo odierno è di -’1,84% in linea con le altre Borse europee. Tenaris, Unipolsai, Azimut, Unipol e Exor sono i titoli peggiori. STM
Non riesce il rimbalzo al mercato azionario statunitense: a un certo punto il Dow Jones è riuscito a portarsi sopra la linea di parità , con un guadagno pari a 50 punti e dello 0,2%, ma poi i rialzi sono sfumati. In tutti i modi il risultato positivo era insignificante rispetto alle perdite subite ieri, quando
Resilienza Wall Street non poteva durare per sempre: consiglio Fidelity è di andare a cercare valore in aree che hanno già subito vendite molto importanti.
Larry Kudlow, consulente economico della Casa Bianca: Trump potrebbe “presto” incontrare il suo omologo cinese Xi, forse al G20 di Buenos Aires il 30 novembre.
Stamattina la Borsa di Londra è entrata ufficialmente in una fase di correzione: all’apertura degli scambi il listino Ftse 100 ha toccato subito i minimi di sei mesi con un calo dell’1,58% (pari a meno 113 punti) a quota 7.032. Era da aprile che il listino dell’azionario britannico non raggiungeva un valore così basso.Da maggio l’indice
Il numero di cittadini americani che ha presentato una nuova domanda di sussidio di disoccupazione è salito a sorpresa nell’ultima settimana. Pur rimanendo in prossimità dei minimi di 49 anni i nuovi sussidi di disoccupazione sono cresciuti di 7.000 unità a quota 214.000 nella settimana conclusasi il 6 ottobre. Le cifre annunciate dal Dipartimento del
L’agenzia di rating S&P ha tagliato le stime sulla crescita del Pil in Eurozona al 2% nel 2018. Invariata invece la proiezione per l’anno successivo, all’1,7%. Quanto alle prossime mosse della Bce, S&P prevede che Mario Draghi e soci alzeranno il costo del denaro con gradualità a cominciare dal terzo trimestre dell’anno scorso. Sul Forex
Deficit alzato dello 0,3% al 2,6% del Pil per quest’anno, ma Macron si può permettere di finanziare taglio del 30% della tassa “ingiusta”: premiati quattro contribuenti su cinque.