Alessandra Caparello pagina 12
Lo comunica l’IVASS, evidenziando come l’aumento dei prezzi stia progressivamente perdendo intensità: il ritmo di crescita risulta infatti circa dimezzato rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2024.
Con questa nuova nomina, Banca Generali rafforza ulteriormente la propria strategia nel segmento dei grandi patrimoni, puntando su competenze specialistiche e su un modello di consulenza sempre più evoluto.
I mercati stanno scommettendo su uno scenario di stabilizzazione geopolitica e crescita trainata dalla tecnologia, ma il quadro resta delicato e fortemente dipendente dagli sviluppi in Medio Oriente e dalle prossime mosse delle banche centrali.
Negli Stati Uniti i milionari crescono a ritmo record, mentre in Italia aumentano i grandi patrimoni: ecco numeri, differenze e cosa significa oggi raggiungere un milione di euro.
Elon Musk propone un “reddito universale elevato” per affrontare la disoccupazione da AI, ma economisti e analisti mettono in dubbio sostenibilità e impatto inflazionistico.
Tra acquisizione, integrazione e crescita europea, UniCredit valuta tempi lunghi e due possibili scenari per Commerzbank, tra controllo parziale e fusione entro il 2029.
L’Iran ha annunciato la riapertura completa dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale per tutta la durata della tregua tra Israele e Libano, segnando un passaggio cruciale per i mercati energetici e finanziari globali. Iran riapre lo stretto di Hormuz In un messaggio pubblicato sui social, il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi ha spiegato che, “in linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è completamente aperto per il restante periodo della tregua”. Le imbarcazioni, tuttavia, dovranno seguire rotte coordinate stabilite dalle autorità marittime iraniane. La decisione ha avuto effetti immediati e significativi sui mercati. Petrolio in calo Il prezzo del petrolio è crollato bruscamente: il greggio americano WTI ha perso circa il 10%, scendendo poco sopra gli 84 dollari al barile, mentre il Brent ha registrato un calo del 9%, attestandosi poco sopra i 90 dollari. Il ribasso riflette il venir meno dei timori legati a possibili interruzioni dell’offerta, dato che lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali snodi energetici a livello globale. La reazione delle Borse Parallelamente, le Borse hanno reagito con un forte rialzo. A Wall Street, il Dow Jones è salito di 702 punti, pari a un +1,5%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,8% e il Nasdaq l’1%, con entrambi gli indici che hanno toccato nuovi massimi storici intraday. Anche il Russell 2000, indice delle small cap, ha segnato un nuovo record, salendo dell’1,4%. Il clima positivo si è esteso anche all’Europa. Nel pomeriggio, l’indice paneuropeo Stoxx 600 ha registrato un progresso dell’1,16%, con tutte le principali piazze finanziarie e la maggior parte dei settori in territorio positivo. A trainare i rialzi sono stati soprattutto i titoli del comparto aereo: easyJet ha guadagnato oltre il 6%, mentre Wizz Air è salita di circa il 5%. In controtendenza, invece, i titoli oil & gas, in calo di circa il 3%, penalizzati proprio dalla discesa del prezzo del greggio. Verso la fine della guerra in Iran? A sostenere il sentiment dei mercati hanno contribuito anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha lasciato intendere la possibilità di una fine del conflitto, oltre all’entrata in vigore della tregua di 10 giorni tra Israele e Libano. Il contesto resta però complesso. Il conflitto tra Israele e Hezbollah — alleato dell’Iran — è stato uno dei principali ostacoli nei negoziati tra Washington e Teheran. Già il 7 aprile Trump aveva concordato una tregua di due settimane con l’Iran in cambio della riapertura dello stretto, ma l’accordo si era rapidamente incrinato, con accuse reciproche di violazione. Durante la fase di tensione, lo Stretto di Hormuz era rimasto quasi completamente chiuso, con il transito limitato a poche navi al giorno, alimentando volatilità e timori sui mercati energetici. La riapertura rappresenta quindi un segnale distensivo importante, anche se ancora legato alla durata della tregua. Sul fronte diplomatico, i progressi restano incerti. I colloqui recenti tra il vicepresidente americano JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf non hanno portato a un accordo definitivo, ma nuove trattative potrebbero tenersi a breve. In questo scenario, i mercati sembrano scommettere su una de-escalation almeno temporanea. Tuttavia, la stabilità resta fragile: eventuali nuove tensioni potrebbero riaccendere rapidamente volatilità su petrolio e Borse, confermando quanto lo Stretto di Hormuz resti uno dei punti più sensibili dell’equilibrio economico globale.
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Il report di Intesa Sanpaolo analizza un settore in evoluzione: +4% nel 2025, collezionismo sempre più selettivo, opere oltre il milione di euro e nuove tendenze tra arte, lusso e collectibles.