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Mercato dell’arte: il 30% dei collezionisti ha speso oltre 500.000 euro per una singola opera

Intesa Sanpaolo Private Banking, insieme alla Direzione Arte, Cultura e Beni Storici e al Research Department, ha presentato la quarta edizione di Collezionisti e valore dell’arte in Italia 2026, uno studio che negli anni si è affermato come punto di riferimento per comprendere il collezionismo e le dinamiche del mercato artistico nel nostro Paese. Pubblicata da Allemandi, la ricerca si propone ancora una volta di offrire una lettura solida e aggiornata di un settore in cui dimensione economica, culturale e patrimoniale si intrecciano profondamente.

Arte: un mercato in trasformazione tra crescita e selettività

Negli ultimi tre anni il mercato dell’arte ha attraversato una trasformazione strutturale, con un cambiamento evidente nei modelli di consumo. Nel 2025 il fatturato globale è cresciuto del 4% rispetto al 2024, rimanendo però al di sotto dei livelli del 2023. Questo dato segnala un’evoluzione in corso, in cui i confini tra arte e lusso risultano sempre più sfumati. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, inflazione e incertezze finanziarie, i collezionisti hanno privilegiato opere consolidate, rare e di qualità museale, riducendo l’interesse per dinamiche più speculative.

La ripresa degli scambi, soprattutto nella seconda metà del 2025, è stata sostenuta dalla presenza sul mercato di capolavori provenienti da collezioni prestigiose. Tuttavia, l’andamento non è stato uniforme tra i diversi segmenti. Si registra infatti un forte calo per l’ultracontemporaneo (-39%), il contemporaneo (-12,3%) e l’arte del dopoguerra (-17,7%). Al contrario, crescono in modo significativo l’arte moderna (+19,4%) e quella impressionista (+80,4%). Ancora più marcato il risultato degli Old Masters, che segnano un incremento del 68,7% rispetto al 2024, raggiungendo 282,5 milioni di dollari, un livello vicino ai valori del 2015. Parallelamente, il mercato degli NFT ha subito una contrazione drastica, perdendo il 90% in cinque anni.

Il quadro che emerge è quello di un mercato più selettivo, attento alla qualità, alla provenienza e alla capacità delle opere di dialogare con il presente. In questo contesto, il valore culturale torna a giocare un ruolo centrale nella determinazione del valore economico.

Collezionisti italiani: profilo, strategie e capacità di spesa

Sul fronte dei collezionisti, la survey realizzata insieme ad Artissima – basata su un campione di 303 collezionisti di arte moderna e contemporanea – restituisce l’immagine di un pubblico maturo e consapevole. La maggior parte degli intervistati si concentra sull’arte contemporanea, con una forte presenza di artisti nati dopo il 1945, pur mantenendo un interesse anche per il moderno e il post-war. Le collezioni risultano strutturate e composte da un numero significativo di opere, a conferma di un approccio costruito nel tempo, fondato su studio, selezione e continuità. Non manca inoltre una forte attenzione alla scena italiana, con una netta prevalenza di artisti nazionali nelle raccolte.

Dal punto di vista economico, emerge una capacità di spesa medio-alta. Il 30% dei collezionisti dichiara di aver superato almeno una volta i 500.000 euro per una singola opera, mentre il 18% ha oltrepassato il milione di euro. Anche il valore complessivo delle collezioni è significativo: il 55% si colloca tra i 100.000 e 1.000.000 di euro e il 18% supera il milione. Tuttavia, la ricerca sottolinea come il valore di una raccolta non sia solo economico, ma anche simbolico, affettivo e identitario, legato alla costruzione di un patrimonio coerente nel tempo.

Nuovi confini del collezionismo e passaggio generazionale

Un altro elemento rilevante è l’espansione del concetto stesso di collezionismo. Accanto alle opere d’arte, cresce l’interesse per altre categorie di oggetti: design, libri, gioielli, orologi, antiquariato, ma anche vino e distillati, auto e moto d’epoca, memorabilia sportiva e accessori fashion. Il collezionismo assume così una dimensione sempre più trasversale, in cui convivono estetica, rarità e valore narrativo.

La ricerca dedica inoltre attenzione al tema della diversità. La presenza di artiste donne e di artisti provenienti da contesti non occidentali resta ancora limitata, ma si registrano segnali di cambiamento. Una parte dei collezionisti dichiara infatti di aver aumentato, nell’ultimo decennio, le acquisizioni di opere realizzate da donne, indicando una sensibilità in evoluzione su questo fronte.

Infine, il report affronta il tema del patrimonio culturale privato e del passaggio generazionale. Le collezioni vengono interpretate non solo come asset economici, ma come strumenti di trasmissione di valori e identità. In questo senso, le dimore storiche e il contesto familiare giocano un ruolo fondamentale. Il passaggio tra generazioni emerge come un momento cruciale, in cui si intrecciano tutela, continuità e scelte talvolta complesse tra conservazione e dismissione, riflettendo l’equilibrio tra dimensione affettiva e responsabilità patrimoniale.