Economia

Elon Musk rilancia l’idea di un reddito universale per affrontare la disoccupazione da intelligenza artificiale

Elon Musk è tornato a far discutere il mondo economico e tecnologico con una proposta che spinge ancora oltre il dibattito sul futuro del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale: l’introduzione di un “reddito universale elevato” finanziato dallo Stato per compensare la perdita di posti di lavoro causata dall’automazione.

In un post pubblicato sulla sua piattaforma X, il ceo di Tesla e SpaceX ha sostenuto che i pagamenti diretti ai cittadini rappresenterebbero la soluzione migliore per gestire l’impatto occupazionale dell’AI. Secondo Musk, infatti, “un reddito universale elevato tramite assegni emessi dal governo federale è il modo migliore per affrontare la disoccupazione causata dall’intelligenza artificiale”.

Le parole di Musk

Musk ha anche respinto l’idea che un simile sistema possa generare inflazione. “L’AI e la robotica produrranno beni e servizi in quantità molto superiori all’aumento dell’offerta di moneta, quindi non ci sarà inflazione”, ha scritto. Inoltre, ha aggiunto che l’idea secondo cui AI e robotica possano produrre beni e servizi in misura tale da eliminare l’inflazione non è realistica. Al contrario, un sistema di reddito universale elevato rischierebbe di mettere sotto pressione le finanze pubbliche fino a diventare insostenibile.

La posizione di Musk che si inserisce in un dibattito sempre più acceso: da un lato chi vede nell’AI un potente motore di crescita economica, dall’altro chi teme forti squilibri sociali e occupazionali. Le affermazioni di Musk hanno però incontrato numerose critiche nel mondo accademico ed economico. Sanjeev  Sanyal, ex consigliere economico del ministero delle Finanze indiano, ha contestato apertamente la tesi del miliardario. Secondo Sanyal, l’intelligenza artificiale sì causerà dislocazioni nel mercato del lavoro, ma allo stesso tempo creerà nuove opportunità occupazionali nel medio periodo.

Un altro scettico, Pratyush Rai, CEO e co-fondatore di Merlin AI, ha sollevato un’ulteriore criticità: anche se fosse finanziabile, un reddito universale elevato aumenterebbe la domanda di beni come case, servizi e istruzione, generando nuove tensioni sui prezzi e quindi potenzialmente inflazione.

Il dibattito sul futuro del lavoro

Nonostante le critiche, il tema del reddito universale legato all’intelligenza artificiale continua a guadagnare attenzione. L’idea non è nuova, ma il progresso accelerato dell’intelligenza artificiale la sta riportando al centro del dibattito politico ed economico. A intervenire in modo più favorevole, seppur con cautela, è stato Andrew Yang, ex candidato alle primarie presidenziali statunitensi e noto sostenitore del reddito di base universale. Yang ha sottolineato come, a suo avviso, l’AI finirà per generare le risorse necessarie a finanziare forme di sostegno universale al reddito.

Il concetto proposto da Musk va oltre il tradizionale reddito di base universale (UBI). Quest’ultimo prevede un sostegno economico fisso per garantire la copertura dei bisogni essenziali, mantenendo però il lavoro come elemento centrale della vita economica. Il “reddito universale elevato” (UHI), invece, rappresenta un’evoluzione più radicale: l’idea che il lavoro umano possa diventare progressivamente meno necessario grazie all’automazione avanzata, con uno Stato in grado di garantire un tenore di vita alto per tutti i cittadini.