Serra: speculatori pagheranno caro attacco alle banche

19 Febbraio 2018, di Daniele Chicca

Gli attacchi speculativi contro le banche europee e in particolare contro quelle italiane costeranno care a Ray Dalio e agli altri fondi hedge che stanno puntando contro il settore. Lo sostiene Davide Serra, amministratore delegato del fondo Algebris Investments e personaggio vicino all’ex premier e segretario del PD Matteo Renzi.

Serra, alla cui società di gestione londinese fanno capo 10 miliardi di euro di attivi (basandosi sui dati risalenti a settembre 2017) ritiene anzi che le banche europee abbiano un “valore enorme”, in quanto riceveranno un regalo dalla Bce nella forma di “una grande espansione dei margini” una volta che Mario Draghi avvierà il suo processo di normalizzazione delle politiche monetarie, aumentando i tassi di interesse.

“La redditività delle banche italiane crescerà con forza”, ha dichiarato oggi Serra intervenendo ai microfoni di Bloomberg Television. Negli ultimi temi, in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, il maggiore fondo hedge al mondo, Bridgewater Associates, ha accumulato investimenti ribassisti pari a ben 22 miliardi di dollari nei confronti delle grandi banche italiane, tra cui Intesa Sanpaolo.

I titoli della prima banca italiana per capitalizzazione di mercato sono saliti del +4% circa da inizio ottobre, il mese in cui Bridgewater ha comunicato di aver aperto la sua posizione short. Significa che, almeno per il momento, il gruppo titanico di Dalio ha perso la sua scommessa, come suggerisce Serra.

Algebris, al contrario, sta scommettendo forte sulle banche italiane, con un 20% dei suoi attivi in gestione che a settembre erano investiti nel settore bancario e creditizio dell’azionario italiano. Tra le sue posizioni lunghe, secondo quanto riferito dallo stesso Serra, figurano gruppi bancari di primo piano come UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banco BPM.

Il Financial Credit Fund di Algebris, che ha un rating medio di BB+, una duration effettiva di 2,9 anni e che è anche il maggiore fondo della società con circa 5 miliardi di euro di capacità, ha guadagnato il 10,3% l’anno scorso ed è in rialzo dell’1,6% in gennaio, se ci si basa sui valori riportati in una lettera agli investitori che Bloomberg ha potuto consultare e confermati in un secondo momento da una portavoce del gruppo.

Per quanto riguarda le prospettive dell’economia italiana in generale, Serra è ottimista e sottolinea che la crescita è finalmente ritornata e che le prossime elezioni non finiranno per provoacare turbolenze sui mercati.