Atlantia chiude sul dossier Alitalia: “Nessun interesse”

19 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Alla fine Atlantia ha chiuso le porte ad Alitalia. Dopo che la holding della famiglia Benetton era stata tirata in ballo come terzo nome per chiudere il cerchio sulla newco delineata da Ferrovie dello Stato nel dossier dell’ex compagnia di bandiera, a spegnere le speranze l’amministratore delegato.

Giovanni Castellucci nel corso della riunione del consiglio di amministrazione di Atlantia che ha approvato i conti 2018 ha affermato che sul dossier Alitalia non c’è nulla da dire perché la questione non è mai stata affrontata.

Il cda non ha mai affrontato questo tema. Abbiamo talmente tanti fronti aperti che aprirne un altro in più, particolarmente complesso, non ce lo possiamo permettere (…)E’ vero che essendo azionisti dell’hub in cui Alitalia opera, speriamo che venga rilanciata salvata e ristrutturata per poter competere ma, dall’altro lato, abbiamo tanti fronti aperti ed aprirne uno ulteriore, particolarmente complesso, non ce lo possiamo permettere“.

Intanto dopo tre proroghe, il governo nel decreto crescita cancella il termine del 30 giugno prossimo per la restituzione del prestito di 900 milioni di euro concesso dal ministero dell’Economia ad Alitalia dopo il commissariamento. Quindi non c’è più una data fissa entro la quale i 900 milioni devono essere restituiti allo Stato.

La norma di riferimento è, come scrive Il Sole 24 Ore, l’articolo 38 con cui si parla dell”eventuale ingresso del Mef nel capitale sociale della Newco Nuova Alitalia.

La norma prevede che il Mef possa usare i proventi degli interessi sul prestito, «stimati in 145 milioni», per sottoscrivere quote di capitale dell’ipotizzata «nuova Alitalia», la società che verrà costituita se avrà successo il progetto delle Ferrovie dello Stato con altri soci per comprare l’aviolinea commissariata (finora le adesioni sono insufficienti, limitate al 60% del capitale della «newco», incluso il 15% del Mef).