Assalto al Bitcoin, noto hedge fund: “bolla di mercato”

20 Settembre 2017, di Mariangela Tessa

Dopo Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan, anche un altro esponente della finanza americana si fa avanti, bollando le criptovalute, e quindi il Bitcoin, come “una chiara bolla”.

A dirlo è Ray Dalio, il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates, che in un’intervista alla Cnbc ha specificato che il Bitcoin e i suoi concorrenti non possono essere spesi molto facilmente. Ciò li rende una “riserva di ricchezza”, anche se estremamente più volatile, se paragonata all’oro per esempio.

“Il Bitcoin è un mercato altamente speculativo. È una bolla“.

Da inizio anno, la valuta digitale ha guadagnato il 311% e ora quota poco sotto 4 mila dollari (fonte Coindesk). Nello stesso periodo il Dow ha segnato +13%, mentre lo S&P 500 è salito del 12%.

Le affermazioni di Dalio sul Bitcoin, arrivano dopo quelle del ceo di JP Morgan, Dimon, che una settimana fa ha tuonato contro il Bitcoin, bollandolo come una “truffa” e promettendo di licenziare un solo trader della sua banca che avesse sorpreso a fare trading sulla criptovaluta. Per poi scoprire che la stessa JP Morgan è tra gli acquirenti di Bitcoin.

Wall Street Journal: “Bitcoin vale zero”

Un altro attacco è arrivato dal Wall Street Journal, secondo cui la volatilità del Bitcoin rivela che il valore della criptovaluta è “probabilmente pari a zero”. L’autore dell’editoriale afferma che una valuta digitale senza confini che non può essere controllata dal governo e che consente transazioni finanziarie semi anonime sembra una buona idea, ma che c’è da preoccuparsi per il numero limitato di operazioni e trasferimenti di denaro che il Bitcoin può gestire e per il livello elevato di energia necessario per il sostentamento della rete.

Secondo un noto consulente della gestione del risparmio, gli amministratori delegati delle grandi banche Usa sono probabilmente “molto preoccupati” per le potenzialità del Bitcoin e della tecnologia blockchain. Il dirigente esecutivo di Taurus Wealth Advisors, Rainer Michael Preiss, ha osservato che la criptovaluta potrebbe essere una valida alternativa per chi si vuole mettere al riparo dai rischi legati a un settore, quello bancario, ancora opaco e poco trasparente.

“I timori riguardano il sistema delle riserve bancarie frazionarie e il bilancio da 4.500 miliardi di dollari della Federal Reserve“, dice alla CNBC Preiss. “La Fed non permette lo svolgimento di analisi contabili del proprio budget”, mentre il sistema blockchain del Bitcoin, dal momento che si tratta di una piattaforma open-source, è completamente alla luce del sole ed è possibile esaminare quotidianamente bilancio e operazioni finanziarie.

Le valute virtuali come il Bitcoin si servono della tecnologia blockchain per registrare tutte le transazioni che avvengono, garantendo agli utenti la possibilità di consultare i trasferimenti di denaro e i conti digitali. Solo una parte dei depositi bancari, invece, sono supportati da contanti realmente esistenti a portata di mano. Se tutti i clienti di una banca avessero bisogno di prelevare i loro soldi nello stesso momento, ad esempio, per la banca sarebbe impossibile esaudire le richieste dei correntisti.