Argentina pagherà “fondi avvoltoio” Usa

17 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – L’Argentina ha raggiunto un compromesso con i rappresentanti legali dei creditori di Tango bond americani che hanno perso i loro investimenti come conseguenza del default da 100 miliardi di dollari di 14 anni fa e che avevano respinto in passato le due ristrutturazioni del debito pubblico. La class action non ci sarà. I legali statunitensi, che inizialmente volevano lanciare una causa legale collettiva contro l’Argentina dopo che il suo debito ha fatto crac nel 2002, hanno trovato un accordo per un patteggiamento.

È stato l’avvocato Daniel Pollack di New York a fare da mediatore sulla questione dei bond insolventi. Il legale ha riferito che l’accordo porterà Buenos Aires a versare una somma intorno ai 6,5 miliardi di dollari ai creditori che ancora non avevano avuto indietro i loro soldi. È l’offerta che l’esecutivo Macri aveva fatto a inizio mese per risolvere la contesa con i cosiddetti ‘fondi avvoltoio’.

Non si sa ancora quante saranno le persone che usufruiranno dell’accordo, ma chi parteciperà riceverà il 100% del loro investimento nei Bond fallimentari, più il 50% degli interessi sull’ammontare investito. L’intesa deve esser ancora approvata dal Congresso argentino. Pollack ha detto che “spera che ci saranno altri patteggiamenti di questo tipo” in futuro. La causa in Usa relativa alla class action è solo una delle tante intentate dai creditori di Tango bond.

Non tutti i fondi avvoltoio hanno accettato

Rimane ancora da definire la posizione di quattro fondi “avvoltoi” americani, come li aveva definiti il governo Kirchner, e il risarcimento che spetta loro. Si tratta di fondi hedge pretendono tuttora di avere indietro tutti i loro soldi.

Due dei sei obbligazionisti principali hanno già accettato l’offerta, che costituisce una perdita del 27,5-30% per i detentori di bond che avevano chiesto di ricevere circa $9 miliardi. Ma i fondi NML Capital di Elliott Management (il principale creditore) e Aurelius Capital Management, un altro grosso creditore tra quelli che hanno intentato la causa, non hanno ancora accettato. I fondi hanno ottenuto quattro anni fa dal giudice di New York Thomas Griesa una sentenza di pagamento.

Questi creditori sono anche quelli che si sono rifiutati di partecipare al programma di ristrutturazione del debito argentino del 2005 e del 2010. In quel caso il 92% del debito insolvente è stato convertito e gli investitori partecipanti hanno ricevuto solo il 30% del valore dei bond. Allora il 93% dei sottoscrittori accettò, ma non un gruppo di fondi, che chiesero il 100% del valore del titolo. Con la sentenza di Griesa anche gli altri detentori di titoli argentini pretesero lo stesso trattamento, mettendo le finanze dell’Argentina di nuovo a rischio.

Lo scorso fine settimana il segretario alle Finanze Luis Caputo aveva chiuso a New York un altro accordo con la Task Force Argentina per chiudere la vertenza aperta con 50.000 obbligazionisti italiani a cui è stato offerto il pagamento in contanti del ​​150% del valore nominale originario dei bond sottoscritti per un totale di 1.350 milioni di euro.

Fonte: Reuters