Ambiente, governo sotto accusa: “Continuano a trivellare”

11 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Ancora un nuovo duro attacco dell’Enpa, Ente nazionale per la protezione animali, nei confronti del governo in merito all’assenza di politiche per la salvaguardia dell’ambiente.

“A neanche un mese dalla conclusione della Conferenza di Parigi, una volta tornato a casa, il nostro Governo mostra il suo vero impegno contro il surriscaldamento globale: uno sfrenato proliferare di trivelle, da Nord a Sud, in terra e in mare nei luoghi più belli del Paese, nei santuari più preziosi della natura, nei simboli stessi del turismo appassionato al paesaggio e alla biodiversità”, ha detto Annamaria Procacci, responsabile Enpa per la biodiversità e i cambiamenti climatici.

“Già durante la discussione e l’approvazione dell’infelice decreto ‘Sblocca Italia’, oltre un anno fa, insieme a tutto il mondo della associazioni ambientaliste e animaliste, denunciammo pubblicamente il rischio gravissimo che la prospezione, l’estrazione e la coltivazione degli idrocarburi comporta per la fauna e l’ambiente”.

Per le creature marine – prosegue Procacci – denunciammo lo sconquasso causato sulle loro capacità di vita e di riproduzione, anche sotto il profilo del rumore, dovuto al ‘martellamento’ dei fondali. In particolare per i cetacei, per i quali, come più volte da noi sottolineato, esso rappresenta una probabile causa di perdita dell’orientamento, di spiaggiamento e di morte”.

Infine un appello, “l’ennesimo, al Governo e al Parlamento, affinché fermino lo scempio: l’Italia non merita questo. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno alle Regioni e i cittadini che si sono in modo generoso e civile mobilitati per la difesa del nostro territorio attraverso una iniziativa referendaria che non deve essere tradita”.

Il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha fatto sapere che “non c’è alcun trivellamento nell’Adriatico”.

Non meno di un mese fa Procacci aveva da una parte lodato la decisine dell’esecutivo di ripristinare il limite costiere delle 12 miglia per l’estrazione di idrocarburi in Adriatico, dall’altra aveva tuttavia sottolineato che l’emendamento del Governo alla legge di stabilità non era abbastanza.

“Non si può, come sembra voler fare il ministro dell’Ambiente, esaltare da un lato l’accordo di Parigi e poi, non appena tornati a casa, “prendere tempo” su uno dei punti qualificanti di quell’intesa; vale a dire il progressivo abbandono dei combustibili fossili”.