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Allarme Fed, quotazioni biotech e Internet eccessive

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NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude contrastata dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Janet Yellen al Senato, secondo cui alcuni settori dell’azionario, biotech e social network in particolare, hanno raggiunto valutazioni che appaiono “tirate”, eccessive. Come dire: siamo d nuovo all’irrazionale esuberanza di Alan Greenspan. Dopo quell’annuncio peraltro gli indici americani quadruplicarono in valore.

Dopo la testimonianza del Chair della Fed Yellen Wall Street ha accusato il colpo, cedendo fino all’1, ma nel finale recupera in parte le perdite: il Dow Jones a +0,03% a 17.061 punti, lo S&P a -0,21% a 1.973 punti mentre il Nasdaq arretra dello 0,55% a 4.416 punti.

Il petrolio ha chiuso in calo sotto quota 100 dollari al barile: il contratto ad agosto ha perso l’1,3% a 99,59 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani si sono riportati sulla parita’ con il rendimento del decennale al 2,54% e quello del trentennale al 3,36%. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3569 dollari e il biglietto verde avanza a 101,67 yen.

Sebbene nel cosiddetto Monetary Policy Report della Fed – 55 pagine che coprono l’andamento dell’economia Usa cosi’ come i mercati finanziari, nella prima meta’ del 2014 – si legga che in generale le valutazioni per l’azionario americano sono a livelli “non troppo sopra le medie storiche”, Yellen si e’ concentrata su due settori dicendo che le valutazioni “in alcuni settori sembrano sostanzialmente tirate, soprattutto per quelle piccole societa’ di social media e nel comparto biotecnologico, nonostante un notevole declino nei prezzi [delle azioni] di tali aziende a inizio anno”.

Nella sua testimonianza, il successore di Ben Bernanke ha escluso che il mantenimento a livelli bassi dei tassi di interesse metta a rischio la stabilita’ finanziaria: “Sebbene i prezzi di real estate, azionario e obbligazioni aziendali si siano alzati sensibilmente e le valutazioni metriche siano cresciute, essi restano generalmente in linea con i valori storici”.

Il numero uno della Banca Centrale Americana ha inoltre messo in guardia i mercati, dicendo che il primo rialzo dei tassi Usa potrebbe arrivare prima del previsto e potrebbe essere più sostenuto delle attese. A una condizione però. Ovvero che il mercato del lavoro continui a mostare segni di miglioramento. Per il momento tuttavia un “alto grado di politiche monetarie accomodanti resta appropriato”.

Yellen si è detta poi preoccupata per il rallentamento del mercato immobiliare, che ha cominciato a frenare l’anno scorso con l’aumento dei tassi di interesse dei mutui e fatica a recuperare slancio. “Il settore immobiliare ha mostrato di recente pochi progressi, anche se si è ripreso in modo significativo rispetto al passato. I dati sul mercato immobiliare, un settore in ripresa dal 2011, sono stati deludenti finora nell’anno e la Fed continuerà a monitorare la situazione”.

[ARTICLEIMAGE] Sul fronte macro, deludono le vendite al dettaglio che sono aumentate a giugno dello 0,2% contro le attese di un+ 0,7%. Il dato di maggio è stato rivisto al rialzo, da +0,3% a +0,5%. Escluse le più volatili vendite di automobili le vendite al dettaglio sono aumentate a giugno dello 0,4%.

Batte le attese l’indice NY Empire State Index che è salito questo mese, rispetto a giugno, da 19,3 a 25,6 punti. Si tratta del più alto livello da quattro anni. Gli economisti avevano previsto un calo a 13,2 punti.

Anche gli utili del secondo e del terzo trimestre sono sotto i riflettori, dopo gli utili migliori delle attese di Citigroup annunciati ieri. Yahoo! E Intel riporteranno la trimestrale dopo la chiusura di Wall Street.

JPMorgan Chase oggi ha annunciato utili che si sono rivelati migliori delle attese degli analisti.
Sul fronte macro, importante sarà il dato delle vendite al dettaglio di giugno, che dovrebbe rivelare uno sprint della spesa alla fine del secondo triemstre. Atteso per oggi anche l’Empire manufacturing index per giugno.

Supera le attese anche la trimestrale di Goldman Sachs che ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 2,04 miliardi di dollari, pari a un utile per azione di 4,10 dollari. Quest’ultimo dato e’ superiore alle attese che erano di 3,04-3,07 dollari per azione dopo 4,02 dollari nel primo trimestre e 3,70 dollari un anno prima. I ricavi nel trimestre si sono situati a 9,13 miliardi contro 7,98 miliardi nelle attese e 9,33 miliardi nel primo trimestre.