Alitalia verso il commissariamento, prestito ponte del governo

2 Maggio 2017, di Mariangela Tessa

Si stringono i tempi per il commissariamento di Alitalia.  Questa mattinata si riuniscono il Cda e l’assemblea dei soci che dovrebbero confermare l’avvio delle procedure per l’amministrazione straordinaria dopo la bocciatura da parte dei lavoratori al piano industriale che prevedeva la ricapitalizzazione. Il governo potrebbe concedere un prestito ponte di sei mesi a 500 milioni di euro, di cui 200 freschi.

Dopo questa tappa il governo Gentiloni dovrà indicare da uno a tre commissari che dovranno traghettare l’azienda nei prossimi 6 mesi prorogabili di altri tre. In lizza i nomi di Luigi Gubitosi e Enrico Laghi, mentre salgono le quotazioni dell’ex Fs e Finmeccanica Mauro Moretti, particolarmente gradito a Matteo Renzi che, riconquistato il Pd, ha promesso di presentare entro il 15 maggio il suo piano per Alitalia.

Qualche indizio Renzi lo ha già fornito, su tutti i due paletti tra i quali dovrà muoversi il ‘salvataggio’ della compagnia: né fallimento, né spreco di denaro pubblico. “Non abbandoniamo i lavoratori”, ha spiegato più volte Renzi parlando di Alitalia. Lui stesso ha indicato anche un modello, quello utilizzato per Meridiana, salvata grazie all’intervento della Qatar. Quindi, la proposta Pd potrebbe modularsi intorno a un intervento in stile ‘private equity’intorno a un nuovo progetto industriale per il rilancio di Alitalia.

Intanto, affinché venga assicurata la continuità aziendale, Alitalia ha bisogno di liquidità. Per questo, il governo italiano ha concordato con Bruxelles di non considerare aiuto di Stato il prestito ponte da 300-400 milioni di euro necessario a garantire la sopravvivenza dell’ex compagnia di bandiera nei sei mesi di commissariamento.

D’altronde il fallimento di Alitalia “sarebbe uno shock per il Prodotto interno lordo, superiore rispetto” allo scenario di un “periodo di sei mesi coperto dal prestito del governo per trovare un acquirente” ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ospite de L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24.

 “Non si può far fallire dalla mattina alla sera perché non avremmo più collegamenti da una parte all’altra del Paese. Non ci sarebbero subito altre aziende pronte a prendere collegamenti, per un periodo sarebbero staccati”, ha aggiunto Calenda.