Def, alert Bankitalia su debito. Ma problema banche “sovrastimato”

18 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Bankitalia cauta sul Def. Nel corso di un’audizione sul Def alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il vice direttore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, ha invitato il governo a continuare a perseguire il percorso della riduzione del debito pubblico, lanciando contestualmente avvertimenti sia sugli spazi di manovra che sui rischi che incombono, in generale, sul PIL italiano.

Da Bankitalia è arrivato anche il forte suggerimento a non discostarsi troppo dalla politica del rigore. Così Signorini:

Non vi è alternativa a interventi rigorosi ed efficaci sulle entrate e sulle spese”.

Signorini ha definito:

“un fatto positivo che, nonostante il peggioramento delle proiezioni di crescita, sia stato confermato l’obiettivo di avviare la riduzione del debito a partire da quest’anno. Ma i margini non sono ampi“. Inoltre, “per garantire il raggiungimento dell’obiettivo, sarà necessario mantenere durante l’anno uno stretto monitoraggio dei conti pubblici. Per consolidare la fiducia dei mercati, è importante conseguire nel corso del tempo una riduzione del debito chiara, visibile e progressiva. I Paesi a più alto debito sono i più sensibili a possibili choc esterni”.

Il funzionario ha avvertito inoltre sulla presenza di rischi al ribasso:

Lo scenario del Def spiega, “non può dirsi implausibile sulla base dell’attuale situazione congiunturale ma resta il rischio di evoluzioni meno favorevoli”. In particolare, “le tensioni geopolitiche potrebbero ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese”, e i “mercati finanziari restano soggetti a una forte volatilità”.

Focus anche sulla pressione fiscale:

“La pressione fiscale è diminuita dal 43,2 per cento del 2014 al 42,9% nel 2015, è tuttavia rimasta superiore, per circa 2,5 punti percentuali, alla media registrata nel decennio precedente la crisi dei debiti sovrani”.

Il governo Renzi non sia inoltre troppo ottimista riguardo alle entrate fiscali:

“Tanto l’intenzione di riordinare l’impianto complessivo delle tax expenditures, quanto il prosieguo dell’attività di spending review rappresentano obiettivi condivisibili, potendo accrescere l’efficienza sia del sistema fiscale sia della spesa pubblica. Anche il contrasto all’ evasione e all’elusione fiscale è importante; ma le risorse attese da provvedimenti in materia andrebbero valutate in maniera prudenziale”.

Sulle clausole di salvaguardia:

“La disattivazione delle clausole di salvaguardia è condivisibile, dato l’effetto recessivo che esse potrebbero avere in una fase di ripresa debole”. Detto questo, “queste clausole se ripetutamente disattese possono accrescere l’incertezza”. Dunque, ed è in questo passo che ha invitato l’Italia a non abbandonare un atteggiamento comunque improntato sul rigore nel cercare di ridurre il debito,”non vi è alternativa a interventi rigorosi ed efficaci sulle entrate e sulle spese”

La perdita di gettito derivante dall’abrogazione delle clausole di salvaguardia “ammonterebbe a 15,1 miliardi nel 2017 e a ulteriori 4,5 dal 2018 (per un totale di 19,6 miliardi) e verrebbe compensata solo in parte”.

Sempre sul contenimento del debito pubblico, Bankitalia non vede inoltre altre strade se non quelle delle riforme strutturali:

“L’azione sui conti pubblici è inscindibile da una politica economica orientata a creare le condizioni per una crescita robusta e duratura. Le misure strutturali già adottate dal Governo e dal Parlamento stanno cominciando a dare effetti, percepiti anche dall’opinione pubblica internazionale; per consolidarli, bisognerà proseguire sulla strada intrapresa”. Ancora: “Credo che la cosa fondamentale sia affrontare alcuni nodi che si conoscono da tempo e che hanno da un lato rallentato la crescita di questo Paese, anche prima della crisi, e dall’altro stanno rendendo più lenta l’uscita”.

Signorini ha quindi richiamato l’attenzione su “un programma di riforme strutturali, sul quale veramente solleciterei il Parlamento a discutere e dare la massima attenzione, perchè sono state fatte cose nel mercato del lavoro, ma ce ne sono sicuramente molte ancora da fare nel campo del mercato dei prodotti, è stato ricordato, facendo anche un accenno anche alle controllate delle amministrazioni locali, su cui non posso che essere d’accordo con le osservazioni che sono state fatte che si tratta certamente di un settore dove recuperi di efficienza importanti si possono fare”.

Se Bankitalia ha lanciato avvertimenti sul debito, sulle sofferenze delle banche ha mostrato un atteggiamento decisamente meno rigoroso.

Signorini ha invitato le banche a ridurre le sofferenze bancarie, affermando che esse derivano da un “motivo strutturale”. Tuttavia, a suo avviso, il problema è “sovrastimato”.

“Gli effetti della lunga recessione sul sistema bancario sono stati sicuramente molto forti”, ma “lo stock delle sofferenze sta iniziando a diminuire e questa è una cosa importante”.

E’ sicuramente necessario “intervenire sul motivo strutturale dello stock che è sempre stato più alto in Italia: quello che le procedure di recupero sono più lunghe in italia che negli altri paesi. Si sta cercando di intervenire opportunamente e bisognerà vedere se gli interventi hanno l’effetto che hanno e proseguire su quella strada e intervenire di più se necessario”.

Detto questo, “viene data anche più importanza di quella che ha” alla questione dei crediti deteriorati in Italia “perché le sofferenze è vero ci sono ma sono anche assistite da collaterali o livelli di garanzia superiore di altri paesi quindi complessivamente non è un problema delle dimensioni come a volte è rappresentato”.