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Mentre mancano due settimane circa al voto dell’assemblea di Mps, chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione e quindi a decidere i nuovi vertici della banca, inclusa l’indicazione del futuro amministratore delegato, la sfida tra le liste candidate resta aperta. In campo anche quella di Plt Holding, azionista con circa l’1,2% del capitale, che vede l‘ex a.d. Luigi Lovaglio, da pochi giorni sfiduciato, in corsa per la carica di numero uno del gruppo bancario senese.
I suggerimento del proxy advisor Iss
Ieri il proxy advisor Iss ha suggerito agli azionisti di Mps di votare la lista del consiglio di amministrazione, ovvero quella che vede Fabrizio Palermo come amministratore delegato, ritenendo che nel “contesto attuale, tutt’altro che ideale” il risultato più equilibrato possa essere raggiunto attraverso un voto candidato per candidato.
Pur riconoscendo “i meriti” della lista alternativa presentata da Plt Holding e “la validità di alcune argomentazioni” degli sfidanti, secondo Iss un completo rinnovo del board accompagnato dalla reintegrazione dell’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio “non rappresenta una proposta sufficientemente convincente in questa fase”.
Oltre al sostegno a Palermo come a.d., Iss suggerisce di non votare a favore della conferma di Nicola Maione alla presidenza. Il proxy ritiene che le criticità emerse nella formazione della lista — in particolare su trasparenza, successione e accountability — rendano opportuna una selezione mirata dei candidati.
Tra i profili considerati positivamente figurano anche Corrado Passera e Carlo Vivaldi, indicati come figure con esperienza manageriale utile alla banca, anche qualora non fossero poi designati alla guida operativa.
Il report di Iss indica di votare contro diversi nominativi presenti nella lista del Cda. Oltre a Maione, il proxy suggerisce di non sostenere l’attuale presidente del comitato nomine Domenico Lombardi, il consigliere Alessandro Caltagirone e la candidata Elena De Simone, anche per valutazioni legate all’indipendenza.
Tra i nomi da respingere figurano inoltre Gianmarco Montanari, Simonetta Iarlori, Francesca Pace e Rosa Cipriotti, collocati nella parte finale della lista. L’obiettivo, secondo Iss, è costruire un consiglio più equilibrato senza stravolgere l’assetto complessivo.
Le riserve sulla scelta del nuovo amministratore delegato
Iss segnala tuttavia alcuni elementi di attenzione. All’ex numero uno di Cassa Depositi e Prestiti vengono riconosciute “competenze manageriali comprovate” e capacità di leadership trasformativa, ma anche una limitata esperienza diretta nella gestione di un istituto bancario comparabile a Mps, impegnata peraltro in una fase strategica complessa e con l’integrazione con Mediobanca all’orizzonte.
Sul profilo di Palermo emergono anche le indicazioni provenienti dalla vigilanza europea. Secondo quanto riportato da Reuters, la Bce non considera Cassa Depositi e Prestiti una banca ai fini della valutazione dell’esperienza bancaria del candidato. Questo elemento potrebbe incidere sul processo di verifica dei requisiti “fit and proper”, che viene effettuato dopo la nomina.
La possibile mancata rispondenza alla richiesta di un amministratore delegato con “rilevante esperienza bancaria” sarà quindi esaminata dalla vigilanza europea, che potrebbe imporre condizioni o misure correttive per rafforzare i profili professionali dei vertici.
Il nodo della valutazione fit & proper
Secondo la ricostruzione, il processo di valutazione potrebbe concludersi con disposizioni accessorie vincolanti, come richieste di rafforzamento delle competenze o formazione aggiuntiva. La Bce ha già chiarito in passato che tali condizioni risultano più efficaci quando accompagnate da aspettative concrete e scadenze definite.
Nessun commento è arrivato da Bce e Banca d’Italia, mentre Mps ha fatto sapere di non voler commentare indiscrezioni basate su fonti anonime.
Ricordiamo che, nei giorni scorsi, le interlocuzioni preliminari con la Consob e la Bce avevano confermato che le tre liste depositate rispettano i requisiti richiesti e potranno quindi essere sottoposte al voto degli azionisti, Una decisione che, di fatto, mantiene aperta la competizione su tutti i fronti, inclusa la corsa alla carica di amministratore delegato. Il voto assembleare del 15 aprile resta dunque il passaggio decisivo, ma con l’incognita della successiva valutazione della vigilanza europea sul nuovo vertice.