Petrolio giù anche oggi: Brent -6% in area 100$ su timori domanda cinese
Nuovo dietrofront dei prezzi del petrolio con i nuovi lockdown in Cina per fermare l’impennata di casi COVID-19 che hanno sollevato preoccupazioni il un possibile rallentamento della domanda.
Il Brent, già reduce dal calo del 5% della vigilia, cede il 5,9% a 100,59 dollari dopo aver toccato un minimo a 100,05 $, mentre il greggio statunitense WTI cede oltre il 6% viaggiando sotto i 97 dollari. Entrambi i benchmark viaggiano ai minimi a due settimane. Il WTI segna un calo di quasi il 23% dalla chiusura dell’08 marzo a 123,70 $.
Oggi la Cina ha registrato un forte aumento delle infezioni quotidiane da COVID-19, con i nuovi casi più che raddoppiati da un giorno prima al massimo di due anni a causa dell’espansione rapida dell’epidemia di virus nel nord-est del paese.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.