Morgan Stanley andrà a giudizio per il caso derivati del Tesoro
Morgan Stanley è stata rinviata a giudizio presso la Corte dei Conti, l’organo competente per il giudizio dei danni patrimoniali causati allo stato dai suoi funzionari. Il caso è quello dei derivati contratti con il tesoro che avrebbero contenuto una clausola, la cui attivazione da parte della banca avrebbe comportato un danno complessivo di 2,7 miliardi di euro. Altri 1,18 miliardi di danno sarebbero a carico del direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via, di Maria Cannata, direttore del dipartimento del debito pubblico del Tesoro, e agli ex ministri dell’Economia Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli. Il danno totale raggiunge i 3,88 miliardi. Le udienze sono previste per la prossima primavera. Nessun commento è stato rilasciato dai diretti interessati.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo