Elezioni Francia, JP Morgan: Macron la spunterà in gara combattuta
Quando manca oramai meno di una settimana al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, la corsa che appare sempre più combattuta. Mentre gli investitori fanno le loro mosse sui mercati, gli analisti si sbizzarriscono con le loro previsioni consapevoli dell’inadeguatezza del format dei sondaggi come metodo di previsione accurato dell’esito di un voto democratico. In particolare dopo le sorprese di Brexit e Donald Trump e con l’elevata percentuale di indicisi e il rischio di astensione molto elevato entrambi fattori da tenere in conto, gli strategist delle maggiori banche d’affari preferiscono consigliare di restare prudenti.
Il vero rischio per i mercati europei è rappresentato da un secondo turno tra i due “estremisti” Jean-Luc Mélenchon e Marine Le Pen. Se così dovesse essere, “l’azionario dell’area euro subirà perdite ingenti“, scrivono gli strategist di JP Morgan in una nota. Detto questo, per gli strategist di JP Morgan le chance di vittoria alle elezioni del candidato centrista Emmanuel Macron, ex ministro dell’Economia, sono decisamente più alte di quelle dei rivali diretti. Se dovesse arrivare al secondo turno, dovrebbe spuntarla agilmente. Gli strategist della banca americana stimano pertanto che i flussi di denaro degli investitori finiranno alla fine per confluire nella Borsa e nei Bond europei nel prossimo mese.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo