ArcelorMittal alla conquista dell’Ilva: “La inseriremo nell’automotive”
MILANO (WSI) – Produzione annua in crescita a 8 milioni di tonnellate con 6 milioni realizzati direttamente dall’Ilva, l’abbandono definitivo dell’altoforno 5, considerato troppo costoso da ristrutturare e l’accelerazione sulle capacità degli impianti di Genova e Novi Ligure considerati altamente strategici.
Queste le direttive su cui si muoverà l’ArcelorMittal scesa in campo in cordata con Marcegaglia per la conquista dell’Ilva.
“L’Italia è un mercato vasto che incide sul fatturato europeo di ArcelorMIttal per l’8% e nel quale non abbiamo produzione primaria. L’Italia è il nostro quinto mercato di riferimento, è un mercato che richiede molto acciaio e che oggi ci impone costi di trasporto elevati perché i prodotti vengono spediti. Produrre in Italia significa fornire i nostri clienti sul luogo, e conquistarne altri. ArcelorMittal è il primo fornitore europeo dell’automotive, intendiamo inserire Ilva nella nostra rete di impianti specializzati per l’automotive”.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.